Pecore sotto copertura, diretto da Kyle Balda e scritto da Craig Mazin, basato sul romanzo del 2005 “Glennkill” di Leonie Swann è una curiosa sorpresa. Il film risulta “cozy” grazie ai suoi colori vivaci e ai suoi paesaggi di campagna inglese, coinvolgente per il suo fascino da detective story, divertente grazie ai suoi personaggi carismatici e, in qualche modo, anche emozionante per via degli insegnamenti che vuol trasmettere.
Il progetto avrebbe dovuto essere un semplice film per famiglie, ma riesce a sembrare qualcosa di più profondo, insegnando ai più piccoli una lezione di vita difficile da superare anche per i più grandi: il significato della perdita e l’importanza di non dimenticare, ma anche ciò che si può guadagnare da essa e l’importanza di continuare a vivere con serenità nonostante un lutto.
Un grande film per bambini e adulti, ma non solo; un film davvero valido anche dal punto di vista cinematografico. I personaggi principali, ovvero le pecore, sono ben caratterizzate, così come è ben costruito il caso al centro di questa commedia cozy, ma misteriosa e a tratti anche oscura.
Il film tratta le vicende del libro di Swann, ambientato in una splendida cittadina inglese immaginaria di nome Denbrook che riprende location reali dell’Inghilterra rurale. Un gregge di pecore si ritrova coinvolto in un misterioso caso da risolvere dopo la morte del loro pastore George Hardy (Hugh Jackman). Queste le premesse di un giallo curioso e intrigante da risolvere, tra indagini, comicità, momenti più dark, momenti più teneri, e lezioni di vita, con sfondo i bellissimi paesaggi e villaggi dell’Inghilterra.
Il tema della morte e quello dell’isolamento sono esposti molto bene, descritti in modo semplice ma efficace; Hugh Jackman è perfetto nel ruolo del pastore, trasmette l’idea di una persona affettuosa, premurosa e gioiosa. Un papà, modello di riferimento per le sue amate pecore.
I personaggi principali, cioè il pastore ma soprattutto le pecore, sono ben caratterizzate, molti di questi sono semplici ma ben funzionali alla trama. Per ricreare le pecore è stata utilizzata una CGI sorprendentemente buona, difficile da trovare in film per famiglie di questo tipo. Tuttavia, la cosa diventa più chiara quando si guarda al budget del film: 75 milioni di dollari. Probabilmente Amazon ha cercato di creare un film capace di attirare attenzione anche a lungo termine, una volta disponibile sulle sua piattaforma; dato che per questo genere familiare è difficile rientrare dei costi soltanto attraverso il box office cinematografico e per questo è difficile trovare una CGI degna di nota come questa.
La CGI riesce a far sembrare le pecore reali, ma anche a farci empatizzare con loro. È molto ben realizzata, anche se a tratti non è così spettacolare da farci dimenticare del tutto che si tratti di CGI, rimane comunque impressionate e molto buona da vedere.
I personaggi secondari risultano diretti quasi come fossero comparse di un mystery alla Scooby-Doo e ogni abitante del bellissimo villaggio inglese si inserisce bene nella trama grazie alla propria caratterizzazione.
La scenografia e l’atmosfera del film sono altri elementi che rendono questa pellicola piacevole da guardare. Sembra quasi di vivere in questo piccolo villaggio circondato da splendide colline verdi e dalla vegetazione che a volte trasforma il paesaggio nel vero protagonista del film. I colori, belli, luminosi e ad alto contrasto, si alternano ai colori più scuri e alle scene notturne, momenti in cui il caso giallo diventa più complicato e il film prova a catturare il giusto tono misterioso.
Degni di nota quindi sono le location usate per ricreare il villaggio di Denbrook e i suoi dintorni. In generale le riprese sono avvenute nel sud-est dell’Inghilterra tra Buckinghamshire, Hertfordshire, Oxfordshire e Surrey.
In conclusione, Pecore sotto copertura riesce a essere un film unico, che vuole avvolgere lo spettatore nello spettacolo e nel fascino di un villaggio rurale del Regno Unito, regalando atmosfere cozy; ma anche un caso misterioso risolto da pecore carismatiche, amichevoli e divertenti. Soprattutto, però, il film riesce a insegnare lezioni delicate sulla vita: imparare dalla morte e capire come andare avanti, l’importanza di non dimenticare e l’importanza di sentirsi diversi ma unici.







