• Home
  • Chi siamo
  • Podcast
    • Episodi
      • Stagione 6
      • Stagione 5
      • Stagione 4
      • Stagione 3
      • Stagione 2
      • Stagione 1
    • Morsi
    • Speciali
  • Recensioni
    • Film
    • Serie tv
  • Rubriche
    • Behind the Scene
    • Editoriali

Smart Working: recensione

smart working recensione poster

Giuliano adora lo smart working ma per gli altri colleghi non è così. Un giorno, nel tentativo di combinare un appuntamento al buio al grafico della sua azienda, si trova ad invitarlo a lavorare a casa sua. Sarà l’inizio di un incubo per Giuliano, che ben presto si troverà a trasformare il suo appartamento nella nuova sede operativa della sua azienda.

Svevo Moltrasio, alla sua seconda regia, si trova per la prima volta a lavorare con una produzione vera (il suo primo film Gli Ospiti era un film autoprodotto e in parte finanziato tramite un crowdfunding), ma il cambio logistico produttivo non va ad alterare la sua poetica, che resta coerente a quanto mostrato nel primo film, ma soprattutto a quanto dichiarato in alcuni suoi famosi video Youtube in cui si interroga sui problemi del cinema italiano.

Smart Working riesce infatti a restare in quei pilastri fondamentali per il rinascimento del cinema italiano che sono l’originalità dei soggetti, l’analisi clinica e cinica della società italiana, la scelta di un cast di attori adatti al ruolo. Per dirla in un altro modo, Smart working è il tentativo di recuperare la commedia all’italiana cercando di adattarla ai tempi.

Tempi che non hanno visto cambiare il nostro rapporto con il lavoro e le sue tossicità. Il film lo dice chiaramente: non siamo capaci di vivere lontani dalle dinamiche sociali che esso ha, siamo bestie sociali che devono continuamente aggregarsi tra di loro e arriviamo ad accettare quelli che sono gli ostacoli a una vita serena.

E quindi il pacifico personaggio di Maccio Capatonda, che trovava all’azzeramento delle relazioni sociali, la propria forza si trova a soccombere contro l’ignoranza dei suo colleghi, che a differenza sua, non sembrano aver trovato una dimensione al di fuori del lavoro. In particolare si trova a soccombere contro Gianni, interpretato da uno straordinario Maurizio Nichetti, che nel suo bonario modo di fare si rivela un approfittatore e manipolatore.

Svevo non vuole fare un film commerciale, ma neanche si perde in una dimensione eccessivamente autoriale, la sua visione è quella di registi come Marco Ferreri o Alex de la Iglesia, che pur cercando di intrattenere il pubblico non si facevano problemi a irretirlo con situazioni che potremmo definire respingenti.

E Smart Working, senza però mai affondare il colpo, ne ha molti di momenti che fanno sorridere a mezza bocca perché fanno capire come in parte la nostra società è rimasta quella di Fantozzi, che si chinava in modo servile sotto i padroni, ma che ora è ancora meno tutelata.

Un film che sicuramente si consiglia di vedere, seppur non perfetto, in particolare per la sottotrama di Laura, la moglie di Giuliano, che spesso sembra essere aliena al resto del film, e che si segue principalmente per la buona prova recitativa di Sara Lazzaro.

Smart Working è però sicuramente un film che mostra e dimostra quanto dichiarato da Moltrasio e che si spera sarà il via per un’ulteriore crescita del suo autore che potrebbe passo dopo passo ad arrivare ad incidere sul nostro cinema più di quanto pensiamo.

Autore

  • Marco Scali

    Studia al Dams di Roma, e frequenta il corso di sceneggiatura per fumetti presso la scuola Romana di Fumetto.

    Finita la specialistica universitaria, frequenta il corso script della Rai. Corso specializzato nella formazione di sceneggiatori per i prodotti cinematografici e seriali televisivi.

    Nel 2014, scrive 2 episodi brevi del “L'Insonne”, pubblicati da Edizioni Arcadia, nell'albo che celebra i vent'anni del personaggio.

    Inizia successivamente la collaborazione con “Bugs Comics” in cui è sceneggiatore di alcune storie delle serie antologiche “Mostri”, “Alieni” e “Gangster”.

    Ha sceneggiato un albo della serie “Samuel Stern” .

    È presente una sua storia anche sull'albo “Denti” di Edizioni Inkiostro e è uno degli autori di “Amazzoni” della Passanger Press, e uno degli sceneggiatori di “Basket Case”, serie sul Basket, pubblicata da Shockdom

    Sempre con Shockdom ha pubblicato Helen Bristol fumetto Sci fi che è uscito anche sul mercato francese e spagnolo.

    Visualizza tutti gli articoli
Data pubblicazione: 05/29/2026
Articolo precedente
Kill Bill – The Whole Bloody Affair: recensione
Articolo successivo
Pecore sotto copertura: recensione

Cerca anche:

alessandro tibericinema italianomaccio capatondamaurizio nichettisvevo moltrasio

Ultimi articoli

Shaun vita da pecora operazione zucca recensione

Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A.: recensione

2 giorni fa
the bibi files recensione poster

The Bibi Files: recensione

6 giorni fa
the social il prezzo della verita recensione poster

The Social – Il prezzo della verità: recensione

1 settimana fa
digger recensione

Digger: recensione

2 settimane fa
verity recensione poster

Verity: recensione

2 settimane fa
primetime recensione poster

Primetime: recensione

2 settimane fa
P&P
YouTube
spotify
Facebook
Instagram
TikTok
Letterboxd

© Popcorn & Podcast by HypeCommunications

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
  • Privacy Policy