Bellaaaa! Ma anche no!
Ci sono film che invecchiano male. E poi ci sono film che tornano dopo vent’anni e ti fanno capire quanto sia cambiato il mondo nel frattempo.
Il nuovo Scary Movie prova a riportare in vita una delle saghe più iconiche della comicità demenziale americana. Tornano Marlon Wayans e Shawn Wayans, assenti dagli ultimi capitoli a causa di tutte una serie di beghe legali, e insieme a loro torna anche quella voglia di prendere in giro tutto e tutti senza alcun filtro. Peccato che questa volta il risultato sia molto meno efficace del previsto.
D’altronde nessuno è mai andato al cinema per la trama di Scary Movie. Il cuore della saga sono sempre stati gli sketch, le gag assurde, le parodie dei film del momento. Anche qui i riferimenti non mancano: da Scream a Terrifier 3, passando per M3GAN, Longlegs, Weapons, The Substance, Sinners e perfino Michael. Un bombardamento continuo di citazioni che dimostra quanto gli autori abbiano osservato il panorama cinematografico degli ultimi anni.
Il problema è che riconoscere un riferimento non equivale automaticamente a ridere.
Molte scene sembrano scollegate tra loro, come una raccolta di sketch messi in fila senza una vera costruzione narrativa. Si parla fin troppo per un film che dovrebbe vivere soprattutto di ritmo e comicità visiva, e molte battute finiscono per spegnersi prima ancora di arrivare al bersaglio.
Ma la vera domanda che accompagna tutto il film è un’altra: a chi è rivolto oggi Scary Movie? Alle nuove generazioni? Difficile crederlo. La comicità demenziale che nei primi anni Duemila faceva impazzire il pubblico oggi sembra appartenere a un’altra epoca. Le scorregge, le facce deformate, le gag volutamente stupide e il gusto per l’assurdo gratuito non hanno più lo stesso impatto culturale.
Ai nostalgici? Forse. Ma anche qui c’è un problema: quel pubblico è cresciuto. Vent’anni dopo ride per cose diverse, ha sviluppato altri riferimenti e altri linguaggi comici.
E così il film si ritrova in una terra di mezzo scomoda, incapace di parlare davvero a qualcuno.
Paradossalmente il suo aspetto migliore è anche quello che lo rende più anacronistico. Scary Movie continua a essere politicamente scorretto, prende in giro chiunque senza preoccuparsi troppo delle conseguenze e conserva quella libertà che Hollywood oggi tende spesso ad evitare. È probabilmente l’elemento più sincero dell’operazione, ma da solo non basta.
Il film finisce anche per indulgere troppo nella propria mitologia. Le citazioni interne alla saga, gli inside joke e i continui richiami ai vecchi capitoli diventano una conversazione privata tra gli autori e i fan più accaniti. E dopo oltre vent’anni, non sempre è facile restare al passo.
Alla fine Scary Movie è un disastro totale. Qualche sorriso lo strappa ancora e mantiene quello spirito anarchico che ha reso celebre la saga. Il problema è che sembra arrivato da un’altra epoca e forse è proprio lì che sarebbe dovuto rimanere.







