L’incubo a tinte pastello che ha conquistato il web
È capitato a molti di noi: aggirarsi tra gli stand di una fiera del fumetto, notare alcuni cosplayer dai costumi accattivanti, e non avere la minima idea di chi o cosa stessero rappresentando. Poi, per puro caso o per un algoritmo finalmente benevolo, scatta la scoperta tardiva. The Amazing Digital Circus è il segnale inequivocabile che esiste un intero ecosistema dell’intrattenimento pensato, prodotto e distribuito per le nuovissime generazioni. Un mercato vibrante che viaggia su canali da cui categorie demografiche come Millennials e affini sono quasi fisiologicamente escluse, o forse relegate dal mercato a prodotti “nostalgia”, secondo strategie già rodate e ineluttabili.
Eppure, recuperare questo show si rivela un’esperienza estremamente appagante, perché ci si ritrova davanti a un’idea non solo interessante e coraggiosa, ma realizzata con una cura maniacale.
Benvenuti al Circo (da cui non si esce)
La premessa è semplice ma angosciante: la protagonista appare all’improvviso all’interno di una specie di videogioco in stile anni ’90 (l’intro di ogni episodio ricorda da vicino quello di Mario 64) ambientato in un circo digitale. Ha perso il suo vero nome, i suoi ricordi del mondo reale stanno svanendo e il suo avatar è ora quello di un giullare di nome Pomni.
Insieme a lei ci sono altri sventurati, tutti costretti a partecipare a giochi e avventure insensate orchestrate da Caine, ovvero il direttore del Circo: un’Intelligenza Artificiale tanto eccentrica quanto onnipotente (che ha letteralmente una dentiera al posto della testa). L’obiettivo di tutti? Non impazzire, evitando così di “astrarsi” e trasformarsi in mostri corrotti dal codice.
Tra Black Mirror, Twin Peaks e Pixar
Oltre agli omaggi veri e propri a una cultura Pop abbastanza recente, il vero colpo di genio dell’opera di Gooseworx è l’incredibile miscela di toni e ispirazioni che riesce a bilanciare in ogni episodio.
L’incubo tecnologico “a la Black Mirror”: Ricordate episodi come White Christmas? L’angoscia esistenziale e la claustrofobia di non avere una via di fuga reale sono il motore immobile di tutta la narrazione.
Il surrealismo inquietante: Un’atmosfera che pare pescare a piene mani dall’immaginario di Twin Peaks. Ci sono porte che conducono nel Vuoto, glitch che lacerano la realtà e un senso di disagio latente che striscia sotto ogni battuta comica.
La confezione: Tutto questo orrore esistenziale è impacchettato con uno stile visivo che ricorda i migliori cortometraggi Pixar. L’animazione 3D è fluida, il character design è estremamente espressivo e colorato, creando un contrasto stridente (e voluto) con i temi maturi trattati.
Il trionfo dell’animazione indipendente
La critica e il pubblico online hanno accolto The Amazing Digital Circus con un entusiasmo che rasenta il fanatismo. I recensori di tutto il mondo hanno lodato la capacità dello show di trattare temi complessi come la salute mentale, il nichilismo, l’ansia e il senso di impotenza, il tutto camuffato da innocuo cartone animato per ragazzi.
Il doppiaggio è ottimo, sia in originale che in italiano, in particolare le performance frenetiche e sull’orlo di una crisi di nervi di Pomni e l’umorismo cinico e pungente di Jax (vero fan favorite della serie).
Non c’è traccia di grandi major hollywoodiane dietro questo progetto. La australiana Glitch Productions ha dimostrato che con un’idea brillante, un team talentuoso e il supporto diretto della community, è ancora possibile sperimentare e creare un franchise di risonanza globale saltando a piè pari i vecchi guardiani dei media.
Il Verdetto di Popcorn & Podcast
The Amazing Digital Circus è una delle sorprese più brillanti e cupe degli ultimi anni. Un trionfo di creatività indie che usa l’estetica rassicurante dei vecchi videogiochi e degli albori dell’animazione 3D, per raccontare la più profonda delle angosce umane. Se avete superato i trent’anni, mettete da parte l’orgoglio, aprite YouTube e lasciatevi intrappolare in questo circo fenomenale. Non ve ne pentirete (salute mentale permettendo).
Creatrice e Regista: Gooseworx
Studio di Animazione: Glitch Productions
Distribuzione: YouTube (Indie Web Series), Netflix.







