“Palestina libera!” Gridano le piazze in tutta Italia in questo periodo storico. Il 22 settembre 2025 sono scesi in piazza migliaia di italiani per schierarsi a fianco dei palestinesi, vittime di genocidio.
Non solo, verso la metà del 2025, una flotta composta da oltre 40 navi, la Global Sumud Flotilla, è partita da 44 Paesi diversi con l’obiettivo di rompere l’isolamento della striscia di Gaza e di portare viveri e medicinali al popolo palestinese. Un’ardua impresa che è quasi costata la vita a coloro che si sono imbarcati. L’esito, purtroppo, è stato infausto, ma resta il fatto che per fortuna la popolazione, nel suo piccolo, sta reagendo di fronte ai poteri forti del mondo.
Ma torniamo indietro nel tempo. “Palestine 36” è un film di stampo quasi documentaristico presentato prima al Toronto International Film Festival 2025 (nella sezione Gala Presentations) e poi alla Festa del cinema di Roma 2025. Diretto da Anne-Marie Jacir, con Jeremy Irons, Liam Cunningham e Billy Howle, i protagonisti dell’opera sono Yusuf, interpretato da Karim Daoud Anaya e Rabab, interpretata da Yafa Bakri.
Il film è ambientato nella Palestina del 1936 e racconta la più grande rivolta palestinese contro il dominio britannico. In quel periodo c’è stata anche una notevole crescita del numero degli immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo europeo. La trama non è lineare, ma è tessuta come una tela di ragno. L’opera racconta i fatti storici a scaglioni, citando i vari episodi accaduti in quell’anno unendo finzione con realtà.
La regista ha dichiarato che il paesaggio del film è esso stesso un personaggio. Il film è stato girato tra la Palestina e la Giordania e non è solamente un’opera storica, ma anche un racconto legato al presente che, insieme a film come “La voce di Hind Rajab”, danno voce ad un urlo disperato di aiuto.
Palestine 36 non è solo il racconto di una guerra, ma il racconto di tutte le guerre, in cui a perire sono sempre i più deboli o i più coraggiosi. È un sottile inno alla pace che, di questi tempi, si respira solo nelle piazze. Piazze che si affollano di manifestanti che si riuniscono, mano nella mano, per fare sì che ci sia un mondo migliore.







