Apprezzata con l’interessante – ma non del tutto risolto – horror Saint Maud, la regista Rose Glass con Love Lies Bleeding approda al noir alla Coen mischiato al thriller. Nella ricetta finisce anche una spruzzata di horror, ma soprattutto la glassa rossa della love story tra una finalmente scatenata Kristen Stewart e la sorpresa Katy O’ Brian. Il risultato è un film sicuramente godibile, che tuttavia lascia personaggi e suggestioni per strada. In un paesino del New Mexico la giovane Lou, in rotta con il padre (un boss criminale della zona) si innamora ricambiata di Jackie, misteriosa culturista arrivata nella palestra da lei gestita.
Il tutto prenderà una brutta piega a causa di crimini pregressi, ricatti, liti famigliari e omicidi “a fin di bene”, mentre incombe la gara di bodybuiling cui Jackie si sta preparando con l’uso di steroidi miracolosi. Già dalla trama si intuisce come Love Lies Bleeding intenda mettere molta carne al fuoco in un film che, a conti fatti, non ha un particolare desiderio di profondità. Se sulla carta i traumatici rapporti famigliari di Lou dovrebbero innervare la linea thriller, in realtà il terzetto Ed Harris, Jena Malone e Dave Franko risulta molto sacrificato, così come sembra molto svelto e indolore il trattamento dell’elemento crime del film.
Molto più appagante l’infuocata storia d’amore tra le protagoniste, che a tratti assume contorni grotteschi grazie a sequenze evidentemente surreali e quasi di body horror. Sul film aleggia un’aura di grande epica dei sentimenti, ma certi interventi producono un effetto più straniante che di esaltazione. Love Lies Bleeding, critiche a parte, racconta una bella vicenda di amore disperato, in cui ci si sorprende a ridere di gusto in situazioni inattese. Senz’altro un buon film, solo in potenza memorabile, che soffre paradossalmente dell’eccessiva impronta autoriale data da Glass.







