Dopo Cortina Express il regista Eros Puglielli torna a dirigere Christian De Sica, Lillo Petrolo e Paolo Calabrese, che con questo film confermano la buona sintonia tra i tre attori.
Se già con Cortina Express si era cercato di non essere assimilati ad un cinepanettone, con il nuovo film si decide di scegliere di prendere la via meno battuta del nostro cinema italiano: quella del Giallo comico.
Certo abbiamo parecchi illustri precedenti, come ad esempio le saghe di Piedone e Nico Giraldi, ma questi film sono sempre stati più legati al genere poliziesco. Invece Agata Christian – Delitto sulla neve segue la via del giallo classico, quello da stanza chiusa, in cui a risolvere il crimine è la mente geniale di un esperto investigatore. Intento dichiarato già dal titolo che richiama la nota scrittrice Agatha Christie, che del giallo classico era la regina.
Christian Agata (interpretato da Christian De Sica) è un investigatore classico in tutto e per tutto: geniale e rapido nelle sue intenzioni, poco incline all’uso della violenza e di carattere difficile, proprio come i suoi noti colleghi Sherlock Holmes ed Hercule Poirot. Ma al contempo il detective è tanto italiano, volgare e offensivo, privo di filtri e mezzi termini nel dire ciò che pensa. Un aspetto del suo carattere che viene messo a dura prova dalla presenza del brigadiere Gianni Cuozzo (Lillo) goffo e impreparato, che si trova a indagare su un misterioso delitto nella villa della ricca famiglia Gulmar.
Il risultato finale è un film dalla struttura solida, ma che a volte presenta un ritmo eccessivamente lento, che richiama a volte proprio il giallo classico inglese, e che consapevolmente cerca di compensare con trovate comiche, alcune delle quali molte riuscite (il cronometro a dieci secondi per non dire cattiverie è esilarante), altre che si presentano un po’ ripetitive e da commedia americana anni 2000 (tutte le battaglie di Lillo contro gli animali).
Nel complesso Agata Christian è un film riuscito nel suo intento che se avrà un buon successo potrebbe creare un franchise nonché un personaggio interessante che potrebbe valorizzare le due classiche maschere di De Sica, quella del signore distinto e quella del cafone.








