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U.S. Palmese: recensione

U.S. Palmese

 

Immaginatevi di guardare un film sul gioco del calcio, con all’interno forti riferimenti all’anime giapponese che ci ha cresciuto a cavallo tra gli anni 80 e 90, “Holly e Benji”, metteteci dentro un attore/caratterista come Rocco Papaleo, un pizzico di CGI, e avrete come risultato U.S.Palmese dei Manetti Bros.

Il duo romano torna al cinema dopo la trilogia dedicata a Diabolik, con una storia inedita che però strizza fin troppo l’occhio ad una pellicola del 2023 diretta da Taika Waititi, “Chi segna vince”. La storia racconta di questo paesino calabrese, Palma, che ha una squadra di calcio dilettanti che non vince mai: l’unico modo per risalire la classifica è acquistare un giocatore di serie A. Inizia così una colletta cittadina per trasferire questo calciatore nel piccolo paesino.

Il film prova ad avere humour e simpatia, ma si blocca tra personaggi non sviluppati e una regia troppo canonica, ma il risultato è lontano dal tipo di comicità di “Zora la Vampira”, o “Coliandro” o dalle sperimentazioni di “Diabolik”. La pellicola sembra essere stata realizzata in fretta e furia, e a risentirne sono gli effetti speciali. Protagonisti di U.S. Palmese Rocco Papaleo e Blaise Afonso, che scrive anche le musiche; ad affiancare questi attori, l’amica di sempre Claudia Gerini, che si riconferma adatta a ruoli comici. U.S.Palmese è un’opera leggera che troverebbe un pubblico da piattaforma, piuttosto che un pubblico da sala: una nuova scommessa per i fratelli, che hanno sempre dimostrato di sapersi reinventare, anche se purtroppo questa volta il loro cinema all’insegna dell’artigianalità non sembra riuscire a creare un film memorabile.

Autore

  • Simone Albano

    Tutto è iniziato quando da piccolo mi ritrovai solo in casa e decisi di inserire nel videoregistratore il VHS di Jurassic Park. Da lì poi il primo film al cinema Titanic…e dopo la voglia di scrivere storie. Non mi aspettavo di scrivere recensioni. Quello lo so, non sono in grado, le scrivo troppo di pancia, ed è per questo che ho deciso poi di creare una redazione tutta mia. La prima idea di Popcorn & Podcast era quella di scrivere solo recensioni di film pop, ma poi ho capito che la gente fa solo finta di essere Pop, e si lega ai film di autori, fa il radical chic, e per avere una linea editoriale mista mi sono avvalso di grandi collaboratori. Nella vita lavoro nel cinema, mastico cinema e parlo di cinema (sì ho una vita noiosa), ma non riuscirei a vedermi in nessun altro lavoro. Cerco di essere sempre sincero nelle mie opinioni sul cinema, e creo sempre nuovi contenuti che non vadano in Trend, perché a me stare sulla cresta dell’onda mette ansia. Quindi preferisco pochi numeri ma tanta qualità. E se non sei d’accordo con me, sti cazzi.

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Data pubblicazione: 10/21/2024
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