Birds of War, documentario di Janay Boulos e Abd Alkader Habak, racconta l’incredibile storia dei due registi, le cui vite si incrociano durante un sanguinoso conflitto.
Nel 2016 Janay, libanese trapiantata a Londra, lavora alla BBC come inviata e si occupa in particolare di tutto ciò che concerne il mondo e la cultura medio orientale. Il suo lavoro le piace ma si sente lontana dal centro dell’azione, una sorta di megafono per storie e parole altrui. Quando scoppia la rivoluzione in Siria, prende contatto, attraverso la redazione, con alcuni attivisti sul campo affinché inviino alla BBC del materiale video per servizi e approfondimenti.
Fra loro c’è Abd, videomaker e rivoluzionario ad Aleppo, con cui Janay stringe immediatamente una splendida collaborazione. Tra il 2016 e il 2018 i due non solo portano alla luce quello che succede durante la rivoluzione, ma si innamorano pur non essendosi mai visti. Quando l’incolumità di Abd è a rischio, il reporter è costretto a lasciare la Siria e a cercare di scappare in Turchia, dove Janay vuole raggiungerlo.
Birds of War è senz’altro uno dei film più avvincenti di questa edizione della Festa del Cinema di Roma, un esempio perfetto degli incredibili livelli a cui può arrivare il documentario contemporaneo. Non si sa ancora quando verrà distribuito in Italia, ma si spera arrivi anche nelle nostre sale.
Si tratta di un’opera toccante e dinamica, che racconta di guerra senza scadere mai nella pornografia del dolore ma mostrando senza filtri alcuni momenti estremamente drammatici della rivoluzione siriana.
Il montaggio, che attraversa più di 10 anni di archivio audiovisivo, non perde mai il ritmo, e sono le stesse voci narranti dei protagonisti a raccontare del loro grande amore: due persone che non riescono a stare lontane l’una dall’altra e dalla Storia inseguendola, riprendendola e dando il loro aiuto a chi ne resta travolto.







