“È davvero quello giusto? È la tua anima gemella? Ne sei sicura?”
No, non siamo nel salotto di un talk show, non è la rubrica di una rivista per adolescenti e nemmeno l’angolo dell’astrologo di turno. Si tratta del fulcro dell’ultima serie horror co-prodotta dai Duffer Brothers (sì, quelli di Stranger Things): Something very bad is going to happen.
Rachel (Camila Morrone) e Nicky (Adam DiMarco) si stanno recando verso l’immenso chalet della famiglia dello sposo. Il matrimonio si terrà proprio lì, in mezzo alla neve, in uno scenario a metà tra The Shining e Fargo. Durante il viaggio incappano prima in un’auto con dentro un bambino abbandonato e, successivamente, in uno strano sconosciuto che chiede a Rachel se è sicura di volersi sposare, “se lui sia davvero quello giusto”…
Come fa a conoscerla? Come sa che si sta per sposare? Molto inquietante.
Arrivati a destinazione incontriamo la famiglia di Nicky (tra cui spicca la madre, Jennifer Jason Leigh). Il padre non saluta, la sorella finge cordialità, il fratello invece per accoglierla le racconta di un uomo che ha visto da piccolo nell’atto di sventrare una donna.
Benissimo.
È evidente che nascondano qualcosa, ma cosa? Chi è questo “Sorry Man” che avrebbe sventrato una donna? Il padre, che nel suo tempo libero scuoia cani morti per poi mummificarli? Uno sconosciuto? E chi era la vittima? Oppure si è trattato solo di un brutto sogno?
In tutto questo Rachel non è una donna qualunque, nossignore, è una sorta di sensitiva, ha delle strane percezioni, visioni e una di queste è un lago di sangue a coronamento delle sue imminenti nozze. Tra la posta c’è una lettera: una partecipazione rimandata indietro con scritto “non sposarlo”.
Chi l’ha mandata? La vita di Rachel è in pericolo? Fine prima puntata.
Dalla seconda in poi qualcosa si rompe. I misteri si sciolgono troppo in fretta. La meravigliosa atmosfera da thriller horror si dipana. La suspense lascia spazio a una trama più lineare dove sopravvive un solo elemento malefico: a causa di una simpatica maledizione, se è davvero la sua anima gemella, non succederà nulla, se invece non lo è Rachel morirà.
Partono quindi con le migliori intenzioni di farti sobbalzare sulla poltrona, ma finiscono per ripiegare verso uno stile più da soap opera in cui ci si interroga sui reali benefici del matrimonio, creando, di fatto, un inno alla convivenza.
Il risultato è che da questa visione si esce confusi. Se da un lato, tra montaggio, interpretazione, regia, sonoro si rimane incollati allo schermo, dall’altro, procedendo verso la fine, ci si chiede se, in fondo in fondo, la trama non sia un tantino ridicola.
Ma nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, in salute e nella malattia, prometto di rimanere fedele ai fratelli Duffer, finché flop non ci separi.
Disponibile su Netflix.







