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Paradiso in vendita: recensione

Paradiso in vendita

 

Non è semplice parlare di un film come Paradiso in vendita, presentato alla Festa del Cinema di Roma, in quanto si dovrebbe riuscire a distinguere con sufficiente precisione i confini tra l’opera cinematografica, la promozione di un territorio senz’altro splendido come l’isola di Fenicudi e la raccolta di sketch estemporanei.

Il film infatti, sulla falsariga della proposta di acquisizione delle Egadi da parte della Germania a seguito della crisi economica, immagina una situazione simile per la siciliana Filicudi alla Francia da parte di un governo italiano in bancarotta. I recalcitranti abitanti vedranno l’arrivo del protagonista, incaricato di convincerli con le buone, le brutte o le insidiose a vendere le proprie proprietà allo scopo di rendere l’isola un enorme resort turistico.

È un peccato che il film sia stato realizzato con tanta trascuratezza e frettolosità, perché questa commedia al di sotto di ogni soglia di sufficienza (sia tecnica che di scrittura) nasconde un prodotto popolare anche piacevole. Luca Barbareschi infatti ha scelto sapientemente i suoi attori / isolani – bellissime facce da cinema, paradossalmente poco visibili in sala – dotati di carisma e simpatia immediata e travolgente; coraggiosa anche la scelta del dialetto stretto, subito caratterizzante, e della notevole scorrettezza del protagonista, un vero bastardo.

Il film purtroppo è ucciso poco a poco dal ritmo inesistente, provocato da un montaggio quasi casuale e dal ricorso esasperato alla musica, dall’intento didascalico e dalla struttura ben più che episodica; praticamente Paradiso in vendita è una raccolta di sketch non irresistibili, per quanto sanguigni, sullo sfondo di uno spot per Filicudi realizzato in modo discutibile e in generale confuso, più dovuto all’estro del momento che a una struttura ragionata. Come in tutto ciò siano stati coinvolti i pur dediti Donatella Finocchiaro e Bruno Todeschini rimane un mistero irrisolvibile da affidare ai posteri.

Autore

  • Alessio Cappuccio

    Alessio Cappuccio si è laureato in Letteratura Moderna presso l'Università degli Studi di Milano con una tesi sulla trilogia dei colori di Krzysztof Kieslowski.

    Nel frattempo ha iniziato a scrivere sul portale di informazione web Blogosfere nella sezione spettacoli, per cui è stato anche inviato durante la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e la Festa del Cinema di Roma.

    Nel corso della sua carriera ha lavorato e collaborato con una serie di realtà editoriali come Leonardo.it, Triboo, Studentville, ScuolaZoo, Milano e Roma Weekend, Londra da vivere spaziando dalla politica al tempo libero, la scuola, le nuove tecnologie, con un occhio di riguardo al cinema, sua vera passione.

    Dopo un Master in Critica Giornalistica presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, e una parentesi da videomaker, si è trasferito in pianta stabile a Roma, dove co-dirige Popcorn&Podcast, il più grande e autorevole podcast di cinema dell'universo.

    In genere non parla di sé in terza persona.

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Data pubblicazione: 10/18/2024
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