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Locked: recensione

locked poster

Dopo il primo cult Saw, dopo Moon, Gravity e Buried e dopo i meno fortunati 10 Coverfield Lane e Heretic, il 2025 torna a raccontare un thriller claustrofobico tramite la penna di Michael Arlen Ross e l’occhio di David Yarovesky.

Questa volta il “monoset” poggia il suo spazio angusto su quattro ruote, nell’abitacolo di una DOLUS, un SUV creato appositamente per il film, il cui nome – trappola, in latino – e il logo – la bilancia della giustizia, lasciano già presagire il tema del film: l’eterna lotta di classe.

Da un lato Eddie, un giovane padre di famiglia interpretato da Bill Skarsgård, che si racconta la storia semi-vera della mancanza di possibilità per giustificare i suoi furti, e dall’altro William, interpretato da Anthony Hopkins, un dottore che rivendica il suo status di self made man per giustificare la propria ricchezza.

Una ricchezza talmente grande, per la sua veneranda età, da giustificare il gioco sadico che fa da concept al film: punire l’ennesimo delinquente per impedire che la faccia franca a causa di una giustizia a suo avviso troppo permissivista. Così trucca il suo SUV per renderlo una prigione inespugnabile per il povero Eddie costretto nella settimana più assurda e pericolosa della sua vita “di strada”.

La trama si sussegue con un ritmo intenso e rilanci narrativi sempre efficaci e crudi, peccato solo per una seconda parte ai limiti del fantascientifico che rompe un po’ il registro narrativo. Interessante la camera di Yarovesky che si alterna tra i ravvicinati e clautrofobici grandangoli e piani sequenza che rompono, non la quarta parete, ma le quattro pareti dell’auto.

L’unica grande pecca di questa pellicola perfetta per una consigliata serata thrilling è la bidimensionalità dei personaggi, poveri e meri strumenti al servizio della trama che lascia sbiaditi strascichi dal punto di vista tematico e riflessivo, rendendo l’esperienza come un giro sull’ottovolante, già dimenticata dopo la giostra successiva.

Però se vi andrà di vederlo… alzate le mani, schiarite la voce e preparatevi a lente salite e discese spinte!

🎬 LOCKED
🏷 in sala dal 20 agosto con Eagle Pictures
🎥 diretto da David Yarovesky

Autore

  • Sirio

    Nato in vitro dall'unione del seme di Edoardo Leo (per la bellezza) e di Martin Scorsese (sempre per somiglianza fisica, non per la bravura), all'età di 11 anni si offre di documentare la Prima Comunione della cugina e scopre solo alla fine che il tasto rec della telecamera non andava tenuto premuto e rilasciato solo alla fine. Risultato? Tutte scene di pavimenti e piedi e l'epifania di essere portato per la regia. Lauree, Master, Scuole di Regia, numero indefinito di produzioni, poi spot più seri e poi altri ancora più seri, lavora con Gabriele Muccino (di cui è nominativamente il pezzotto) e con Francesco Bruni. Vince 2 Nastri d'Argento (ma lui voleva quelli d'oro e quindi ci rimane male), un premio teatrale e pubblica una raccolta di racconti, prima di collaborare con la redazione cinematografica più figa del Paese. Ma tuttora la fatica più grande è quella di convincere la nonna che "sono un Creativo" non è "sono un Cretino" e che è un lavoro. Un lavoro vero

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Data pubblicazione: 07/31/2025
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