La visione della seconda stagione di Fallout (la serie televisiva prodotta da Prime Video e basata sull’omonima serie di videogiochi di ruolo creata da Interplay e ora di proprietà di Bethesda, con protagonisti Ella Purnell e Walton Goggins, tra gli altri) lascia lo spettatore completamente immerso, interamente soggiogato.
Si riparte da New Vegas, da Lucy e il Ghoul, il deserto e da ciò che è rimasto in piedi. Questa è una stagione di decostruzione – arida per l’appunto – in cui tutti i personaggi sono chiamati a rimaneggiare il proprio equipaggiamento; in pieno stile videoludico la legge è chiara: “non puoi fare il livello 10 con le armi del livello 8”, devi fare un upgrade.
Il deserto del Mojoave accoglie tutti, rendendoli quasi indistinguibili. Quando mancano acqua e cibo non conta più che tutina indossi o quanto sia grosso il tuo calibro, ti consumerai; questo parallelo resiste e scavalca la narrazione retrofuturista esprimendo a pieno la potenza di Nolan Junior – Jonathan Nolan, fratello minore del più celebre Christopher. Dalle ceneri della fenice WestWorld, Fallout evolve in modo molto coerente raccogliendone l’eredità intellettuale.
E’ il progresso a tracciare il confine della morale, o viceversa? Maximus della Confraternita d’Acciaio sente lo strappo, l’obbligo di schierarsi come i veri soldati, la fedeltà ad una bandiera potrebbe compromettere la figura che si riflette allo specchio il giorno dopo. Lucy resta coinvolta in un frontale col darwinismo e nella lettura più freudiana possibile e “nel nome del padre” adattarsi vorrà dire rinnegersi.
Resta lui, Cooper Howard, ossia tutto quello che l’America ha da offrire ma anche da nascondere – il suo passato contiene il 50% della struttura narrativa della stagione e probabilmente dell’intera serie, rischioso per certi versi, ma per ora dannatamente funzionale e funzionante.
Fallout 2 è in CinemaScope per farti sentire la sabbia, nonostante qualche adattamento per lo streaming; la colonna sonora invece è di puro stampo Jazz-Swing, a volte un pò sporcata dalle frequenze radio, e rimane sempre la firma distintiva dell’intero progetto. Guardatela!







