Il nuovo fenomeno anime di Netflix, DanDaDan, mescola horror, fantascienza e una valanga di omaggi al genere, alternando momenti seri, demenziali, drammatici, parodistici, slice of life ed action.
La storia segue Momo e “Okarun”, due liceali che si trovano a scontrarsi con fantasmi e alieni, in uno psichedelico vortice di fenomeni paranormali. Tratta dal manga di Yukinobu Tatsu, pubblicato su Shōnen Jump+, e animato dallo studio Science Saru, la serie si distingue per un mix perfetto di umorismo, tensione e animazioni di altissima qualità.
Le coreografie dei combattimenti sono straordinarie, dinamiche e ipnotiche, prendono strade inattese e originali rispetto al classico potenziamento progressivo degli shonen, mentre la sigla “Otonoke”, firmata dai Creepy Nuts, cattura tutta l’energia e l’irriverenza della serie, che si manifesta anche nei numerosi riferimenti sessuali spassosamente fuori luogo. Un gioiello pop che, tra horror occidentale e folklore giapponese, conquista con il suo tono unico.
Menzione speciale al doppiaggio italiano, che arricchisce i personaggi e completa un’esperienza visiva davvero irresistibile, dove la regia la fa da padrona con trovate sempre nuove e stimolanti. L’unica critica che si può muovere a DanDaDan, e comunque da mettere tra parentesi in attesa della seconda stagione, è che nell’arco di 12 episodi la sceneggiatura non è ancora riuscita a trovare una quadratura e gli elementi che la compongono sembrano essere più affastellati che realmente amalgamati. Un piccolo neo cui però DanDaDan rimedia con frenesia unica, una personalità spiccata e un senso del glamour e della coolness fuori scala.
🎬 DANDANDAN
🎥 diretto da Fūga Yamashiro







