Margherita Ferrari esordisce con il suo primo lungometraggio, Föa, nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città. Scritto con Anita Della Cioppa e Veronica Penserini e prodotto da Anna Maria Morelli, Massimiliano Orfei e Paolo Sorrentino, il film ripercorre gli orribili giorni del G8 di Genova da una prospettiva insolita: non dalle strade, dai cortei o dalle questure, ma dall’appartemento di una ragazzina che abita al centro della città, suo malgrado catapultata nell’occhio del ciclone.
Nicole (Gaia Ravina) infatti, ha ben altro per la testa al di fuori della contestazione: non solo ha appena terminato la maturità, ma è incinta di otto mesi del suo ragazzo Marco e non vive serenamente in casa propria. Quando resta sola nella casa di famiglia proprio quel fatidico 20 luglio 2001, alla sua porta busseranno dei visitatori inaspettati, tre manifestanti duri e puri, interpretati da Clara Tramontano, Gabriele Falsetta e Ikel Urgoiti, che cambieranno il suo modo di pensare alla ribellione e al futuro.
Dando risalto alle performance degli attori e al ritmo della narrazione, la regia di Ferrari lascia ampio spazio ai momenti di quiete nella tempesta, di inaspettato raccoglimento durante quella fatale giornata, forse una delle ultime in cui un altro mondo è sembrato davvero possibile.
Un’opera prima che riesce a mischiare tensione e intimità, lasciando che uno degli episodi più atroci della nostra storia recente gli scorra accanto senza renderlo centrale nella storia ma senza svalutarlo. Un po’ come nelle vite di tutti noi, in cui eventi di portata enorme lasciano ferite invisibili ma persistenti.
E Föa, che in ligure vuol dire “favola”, dimostra che quel 20 luglio 2001 è meno lontano di quanto sembri.







