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Small Things Like These: recensione

Small Things Like These

 

Le “Magdalene Laundries” in Irlanda sono tra le pagine più oscure degli anni 80 e 90. Oltre trentamila ragazze furono schiavizzate in conventi, con il tacito benestare del governo, che credeva nella rieducazione femminile, senza conoscere bene i metodi utilizzati dalle suore. Questa è la bellissima storia che viene raccontata attraverso le immagini di un film, lento e cupo, che sembra non portare mai ad una risoluzione.

La storia delle “Magdalene” viene però attraversata da questa pellicola solo come una sottotrama e come seconda storyline. La prima vede protagonista Bill Furlog (Cillian Murphy), un carbonaio di New Ross che lavora, tra le altre cose, per una “Magdalene Laundries” della zona. Un uomo con 5 figlie, sposato, che accetta di portare avanti la sua semplice vita di lavoratore e padre di famiglia. Una vita monotona, senza troppe pretese, una vita “tranquilla”, che però viene scombussolata da un incontro fortuito con una delle ragazze rinchiuse nel convento.

Consapevole della futilità della sua vita, il protagonista cercherà di movimentarla, dandole così un senso. Il film ha diverse chiavi di lettura e molti spunti narrativi interessanti. Purtroppo, come detto all’inizio, la sceneggiatura a volte sembra veramente non portare mai da nessuna parte, in un susseguirsi di azioni ripetute senza troppi risvolti, tanto che per vedere uno scarto bisogna aspettare gli ultimi 20 minuti del film.

Quindi, ci si chiede: non si poteva raccontare e arrivare a questo finale in una maniera più coinvolgente? “Small Things Like These” diretto da Tim Mielants, è tratto dall’omonimo romanzo di Claire Keegan, ed è il controcampo di un altro film che nel 2002 vinse il Leone d’oro a Venezia, “Magdalene” di Peter Mullan.

Autore

  • Simone Albano

    Tutto è iniziato quando da piccolo mi ritrovai solo in casa e decisi di inserire nel videoregistratore il VHS di Jurassic Park. Da lì poi il primo film al cinema Titanic…e dopo la voglia di scrivere storie. Non mi aspettavo di scrivere recensioni. Quello lo so, non sono in grado, le scrivo troppo di pancia, ed è per questo che ho deciso poi di creare una redazione tutta mia. La prima idea di Popcorn & Podcast era quella di scrivere solo recensioni di film pop, ma poi ho capito che la gente fa solo finta di essere Pop, e si lega ai film di autori, fa il radical chic, e per avere una linea editoriale mista mi sono avvalso di grandi collaboratori. Nella vita lavoro nel cinema, mastico cinema e parlo di cinema (sì ho una vita noiosa), ma non riuscirei a vedermi in nessun altro lavoro. Cerco di essere sempre sincero nelle mie opinioni sul cinema, e creo sempre nuovi contenuti che non vadano in Trend, perché a me stare sulla cresta dell’onda mette ansia. Quindi preferisco pochi numeri ma tanta qualità. E se non sei d’accordo con me, sti cazzi.

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Data pubblicazione: 11/03/2024
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