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Savages: recensione

Savages

 

Chi sono i veri selvaggi? Questa è la domanda a cui il regista Claude Barras vuole farci rispondere. Dopo il sorprendente esordio con “La mia vita da zucchina”, col quale si è aggiudicato una nomination agli Oscar, Barras torna con un nuovo film d’animazione , anch’esso realizzato in stop-motion: un film più maturo, sia nella tecnica che nella trama. Savages, presentato alla Festa del Cinema di Roma, è una favola ambientalista che si rivolge non solo ad un pubblico giovane, ma anche agli adulti e alle famiglie, perché è un film che parla soprattutto ai genitori.

La pellicola racconta la storia della presa di coscienza della piccola Keria, che salva un cucciolo di orango dalla violenza dei disboscatori che operano per conto del governo. Grazie a questo gesto conoscerà a fondo la tribù Penan, a cui apparteneva la madre defunta; tribù nomade del Borneo che esiste veramente e con cui il regista è entrato in contatto per realizzare il film.

La narrazione è lineare e moderna, a tratti comica, ma lascia sempre spazio alla serietà e alla crescita del personaggio. In quanto spettatori abbiamo sempre modo di empatizzare con la tribù, di riconoscerci nei loro valori e desiderare quindi il lieto fine. L’intento di Savages non è solo quello di raccontare una storia, ma anche di insegnarci a rispettare il prossimo e a capire il vero senso della nostra esistenza. Insomma un ottimo film, presentato quest’anno nel concorso di Alice nella città, dopo essere stato presentato all’ultimo Festival di Cannes

Autore

  • Simone Albano

    Tutto è iniziato quando da piccolo mi ritrovai solo in casa e decisi di inserire nel videoregistratore il VHS di Jurassic Park. Da lì poi il primo film al cinema Titanic…e dopo la voglia di scrivere storie. Non mi aspettavo di scrivere recensioni. Quello lo so, non sono in grado, le scrivo troppo di pancia, ed è per questo che ho deciso poi di creare una redazione tutta mia. La prima idea di Popcorn & Podcast era quella di scrivere solo recensioni di film pop, ma poi ho capito che la gente fa solo finta di essere Pop, e si lega ai film di autori, fa il radical chic, e per avere una linea editoriale mista mi sono avvalso di grandi collaboratori. Nella vita lavoro nel cinema, mastico cinema e parlo di cinema (sì ho una vita noiosa), ma non riuscirei a vedermi in nessun altro lavoro. Cerco di essere sempre sincero nelle mie opinioni sul cinema, e creo sempre nuovi contenuti che non vadano in Trend, perché a me stare sulla cresta dell’onda mette ansia. Quindi preferisco pochi numeri ma tanta qualità. E se non sei d’accordo con me, sti cazzi.

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Data pubblicazione: 10/22/2024
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