Un film può essere bello ma anche brutto? Megalopolis è tante cose, un film bellissimo, ma anche terribile, visivamente sbalordisce ma a volte gli effetti speciali fanno pena; però poi ci sono scene oniriche che farebbero invidia a Fellini, come il braccio gigante che improvvisamente esce dalle nuvole e ruba la luna. È un film strano, sconclusionato, ambientato nella vecchia Roma, ma con le fattezze della New York di oggi, infatti i personaggi si chiamano Cesare, Cicerone, Catilina, Crasso…
Purtroppo, e ripeto purtroppo, per godersi a pieno questo film bisogna conoscere benissimo la storia dell’antica Roma, perché è pieno di citazioni di quell’epoca. Ma è anche un film personale, forse il più personale di Coppola, che parla del lutto per una donna, probabilmente il suo lutto. Ed è proprio il protagonista, interpretato da Adam Driver a raccontarci di questo lutto.
L’architetto Cesar Catilina, ha il sogno di ricostruire New Roma, dopo che una catastrofe ambientale l’ha distrutta. Per fare questo ha creato un materiale organico chiamato Megalon, che è anche un po’ Mithril, quindi Coppola cita anche Tolkien, e il Megalon viene inventato prima per uno scopo: come dice il protagonista “L’ho inventato per salvare mia moglie”. Il lutto è dunque il perno centrale di tutta la storia e per capire in pieno Megalopolis bisogna sapere che Coppola lo ha realizzato nel periodo più difficile della sua vita: la moglie è infatti morta un mese prima del debutto del film a Cannes.
C’è una frase bellissima pronunciata dal protagonista – “L’uomo non può fissare a lungo 2 cose, il sole e l’anima” – una frase che racchiude tutto il suo sconforto. Megalopolis è un film di un uomo che ha creato un prodotto destinato a se stesso, è una pellicola di Coppola per Coppola. Sarà ricordato come qualcosa di completamente folle, ma che forse con il tempo diventerà un CULT. Da ricordare tra le tante star uno spettacolare Shia LaBeouf, che ci regala una scena erotica con Aubrey Plaza che vale tutto il film.







