&Sons è un film drammatico del 2025 diretto dall’argentino Pablo Trapero, presentato in prima mondiale a Toronto, che arriva alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public.
Tratto dall’omonimo romanzo di David Gilbert, & Sons è scritto da Trapero assieme Sarah Polley, premiata all’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale nel 2023 per Women Talking – Il diritto di scegliere.
La storia narra di un celebre scrittore, Andrew Dyer (interpretato dal magistrale Bill Nighy), che, sentendosi vicino alla morte, convoca i suoi due figli maggiori, Jamie e Richard, per rivelare loro un segreto sconvolgente. Ad attenderli ci sarà infatti Andy (diminutivo di Andrew), un terzo e misterioso figlio, molto giovane e carino, il cui volto somiglia in modo spasmodico ad un ritratto del padre appeso in salotto.
Andy è un fruscio di emozioni trapelate a mala pena. Il ragazzo rivela un sorriso smagliante che però nasconde tanta sofferenza, dovuta probabilmente alla coabitazione con un padre ormai decaduto, affranto dalla vita, frustrato.
Andrew invece è l’opposto di Andy: un vulcano pronto ad esplodere. La sua depressione è aggressiva e vigliacca. Incapace all’apparenza di amare, prima accoglie i suoi due figli maggiori per poi rifiutarli amaramente, rinfacciandoli di essere come lui: dei falliti senza arte né parte. L’unico figlio a cui sembra essere attaccato ossessivamente, è proprio il giovane Andy.
Lo scontro di Andrew non è solamente con i figli, ma è anche con la ex moglie Isabel (interpretata meravigliosamente da Imelda Staunton) che Richard e Jamie sono convinti sia stata tradita dal loro amato/odiato padre. Isabel scopre la somiglianza di Andy con Andrew e ne rimane colpita, ammaliata. Riesce addirittura a provare di nuovo dei sentimenti nei confronti di quel ragazzo tanto simile al suo ex marito. Tra i due infatti nasce un legame avvolto nel mistero. E per non fare spoiler si potrebbe accennare al fatto che in tutto questo drammone famigliare c’entrerebbe la sconosciuta setta della palingenesi.
Sarah Polley fa un grande lavoro di sceneggiatura, i dialoghi sono audaci e convincenti, il ritmo è calzante e le prove attoriali imponenti, specie se si hanno a disposizione due interpreti eccezionali come Bill Nighy e Imelda Staunton. Le inquadrature avvolgono lo spettatore portandolo con mano nella drammaticità della storia. Se non ci fossero questi due immensi attori probabilmente la storia perderebbe di credibilità e vagherebbe per strade senza uscita. Ma la regia è anche questo: saper scegliere con chi scrivere e cogliere sapientemente chi può metterci la faccia.







