Il sequel de Il Gladiatore non è all’altezza del primo, ma intrattiene più di quanto ci saremmo aspettati. In molti storsero il naso e gridarono al sacrilegio alla notizia di un seguito, ma il regista Ridley Scott ha sbaragliato tutti con un film che non cerca di replicare la formula del predecessore, ma si concentra sull’ epicità e la grandiosità delle immagini. Il film infatti non ha una sceneggiatura forte come quella del precedente, e anche il parco attori è totalmente diverso, più moderno e mainstream, utile per incuriosire i potenziali spettatori.
Il Gladiatore 2 è in ogni caso un buon film che gode di belle le sequenze d’azione e scene di combattimento: la battaglia navale nel Colosseo, per esempio, rimarrà forse nella storia del cinema. La colonna sonora si ripete come un usato garantito – non si è voluto rischiare, andando sul sicuro e riproponendo sonorità e musiche del primo capitolo. Ciò che che stranisce invece è la forzatura del collegamento tra i due film: l’avventura di Lucius, con il sottotitolo “Storia di un Gladiatore”, avrebbe avuto lo stesso appeal e, pur non avendo niente a che vedere con il primo, ne avrebbe condiviso il successo.
In merito ai protagonisti è chiaro come il film non voglia un nuovo Russell Crowe, anche perché non esistono più attori così forti, in grado di portare pubblico in sala (si pensi a “Napoleon”, che ha quasi fermato la carriera di Scott). Con questo film, il regista ha quindi inserito due protagonisti diversi tra loro, ossia Pedro Pascal e Paul Mescal, più un attore di prima fascia come Denzel Washington a fare da collante. Questi alla fine è il vero protagonista della storia, l’unico personaggio ben scritto e funzionale, al contrario delle macchiette a contorno di una sceneggiatura che ha ben poco di epico e molto di risaputo, contando molto sull’effetto nostalgia, di sicuro richiamo per i fan.
Una pellicola, Il Gladiatore 2, che sarebbe potuta essere qualcosa di straordinario, ma che è invece solo banalmente bella.










