Blitz è il lavoro più semplice di Steve McQueen, il quale realizza ciò che potrebbe essere un viaggio dell’eroe classico. Il nuovo film Apple TV, disponibile a partire dal 22 novembre, presentato alla Festa del Cinema di Roma per Alice nella Città, ricorda la fanciullezza de “La vita è bella” e la tenerezza di “JoJo Rabbit”. Ma non emoziona allo stesso modo.
La storia racconta una Londra del 1940 sotto i bombardamenti, e di un bambino di 11 anni che viene allontanato dalla madre che vuole proteggerlo dalla guerra, confinandolo in campagna. Ma il piccolo George non ci sta, e mentre è nel treno che lo porta via dalla sua famiglia, decide di scappare e tornare a casa. Comincia così un viaggio di ritorno che lo porterà ad incontrare l’atrocità della guerra.
Blitz è un film completamente diverso dalle opere precedenti del regista, che ci ha abituati a scoprire l’oscurità dietro le persone. In questa opera McQueen sfoggia una regia classica, senza troppe pretese, una narrazione lineare e una scrittura lontana dai suoi capolavori. Sembra fare un passo indietro, non osa mai, e non permette allo spettatore di empatizzare con i personaggi, tratteggiati troppo velocemente, che non rimangono mai troppo sullo schermo.
Ad accompagnare il film una colonna sonora cantata dalla madre di George, interpretata da Saoirse Ronan, la quale la mattina lavora in fabbrica per costruire le bombe che i soldati inglesi useranno per la guerra, mentre di sera canta nei locali intrattenendo centinaia di persone: l’attrice in questo modo rende il suo personaggio una voce contro il maschilismo e il potere dell’indipendenza femminile. Insomma un film tenero che comunque, limiti a parte, piacerà tantissimo.







