• Home
  • Chi siamo
  • Podcast
    • Episodi
      • Stagione 6
      • Stagione 5
      • Stagione 4
      • Stagione 3
      • Stagione 2
      • Stagione 1
    • Morsi
    • Speciali
  • Recensioni
    • Film
    • Serie tv
  • Rubriche
    • Behind the Scene
    • Editoriali

Mani nude: recensione

Mani Nude

 

Se siete impressionabili alla vista del sangue, questo film non fa per voi. Mani nude, opera seconda del regista Mauro Mancini, racconta una storia di lotta clandestina per la sopravvivenza dalle tinte Noir e che ricorda un po’ Fight Club. Mani Nude arriva alla Festa del Cinema di Roma sconvolgendo tutti per le performance atletiche degli attori nelle scene di lotta, nella prima parte, mentre viene un po’ meno la seconda, che si trasforma in un Buddy Movie senza riuscirci.

Una notte, all’improvviso, il diciottenne Davide (Francesco Gheghi) viene rapito e rinchiuso nella buia cantina di un camion, dove si trova costretto a lottare con uno sconosciuto e a ucciderlo a mani nude. Il suo rapitore, Minuto (Alessandro Gassmann), diventa per lui un padre putativo, lo allena a lottare e lo fa entrare in un circuito di combattimenti clandestini organizzati per appagare la sete di sangue degli spettatori. Solo l’amore, forse, potrà salvarlo.

Ed è proprio l’amore che in questo film fa storcere il naso. Perché se, come dicevamo prima, la parte dedicata alla lotta e alle arti marziali è fatta bene, grazie anche agli interpreti, la parte romantica sembra molto forzata per creare connessione con un pubblico generalista. A mani nude poteva osare di più rimanendo nei canoni dell’action marziale: lo stesso Gassmann risulta sottotono, e poco espressivo, per non parlare del finale telefonato, e intuito già a metà della pellicola.

La regia di Mancini è superlativa, la fotografia aiuta l’immersione in questo incubo umano, ma la sceneggiatura purtroppo dona al film qualche punto in meno. Quindi a Mani Nude è una pellicola che non scava troppo nella psicologia dei personaggi, lavorando di sottrazione, un film che dall’action passa al dramma familiare senza troppe spiegazioni. Un film che poteva essere memorabile ma non ci è riuscito.

Autore

  • Alessio Cappuccio

    Alessio Cappuccio si è laureato in Letteratura Moderna presso l'Università degli Studi di Milano con una tesi sulla trilogia dei colori di Krzysztof Kieslowski.

    Nel frattempo ha iniziato a scrivere sul portale di informazione web Blogosfere nella sezione spettacoli, per cui è stato anche inviato durante la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e la Festa del Cinema di Roma.

    Nel corso della sua carriera ha lavorato e collaborato con una serie di realtà editoriali come Leonardo.it, Triboo, Studentville, ScuolaZoo, Milano e Roma Weekend, Londra da vivere spaziando dalla politica al tempo libero, la scuola, le nuove tecnologie, con un occhio di riguardo al cinema, sua vera passione.

    Dopo un Master in Critica Giornalistica presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, e una parentesi da videomaker, si è trasferito in pianta stabile a Roma, dove co-dirige Popcorn&Podcast, il più grande e autorevole podcast di cinema dell'universo.

    In genere non parla di sé in terza persona.

    Visualizza tutti gli articoli
Data pubblicazione: 10/27/2024
Articolo precedente
Blitz: recensione
Articolo successivo
Bring Them Down: recensione

Cerca anche:

Alessandro GassmannFesta del Cinema di Romafrancesco gheghiMauro Mancini

Ultimi articoli

the echo chamber recensione

MORSI ep.52: The Echo Chamber

13 ore fa
ketticè recensione

Ketticè: recensione

3 giorni fa
too old to die young recensione poster

Too Old to Die Young: recensione

4 giorni fa
coyote vs acme recensione

Coyote vs Acme: recensione

6 giorni fa
the invite recensione

The Invite – Il piacere è tutto nostro: recensione

1 settimana fa
the dog stars recensione

The Dog Stars – Le stelle dopo la fine: recensione

2 settimane fa
P&P
YouTube
spotify
Facebook
Instagram
TikTok
Letterboxd

© Popcorn & Podcast by HypeCommunications

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
  • Privacy Policy