Arriva nelle sale ARCO – Un’amicizia per salvare il futuro, film d’animazione francese già premiato al Festival di Annecy (forse la manifestazione di settore più importante al mondo) e tra i titoli che hanno iniziato a circolare nella corsa agli Oscar 2026 come Miglior Film d’Animazione.
E la prima cosa da dire è semplice: il film piace.
Guardandolo è impossibile non pensare allo Studio Ghibli. Non solo per lo stile visivo, ma soprattutto per il modo in cui la storia viene raccontata: con delicatezza, con tempi lenti, lasciando spazio alle emozioni. Anche la colonna sonora e alcuni passaggi narrativi ricordano quel tipo di cinema capace di parlare ai bambini senza mai dimenticare gli adulti.
E sì, come suggeriscono anche alcune campagne promozionali, nel film si respira anche un certo spirito tipico del cinema di Steven Spielberg: l’avventura, il senso di meraviglia, l’idea che l’amicizia tra bambini possa diventare qualcosa di più grande.
Arco – Un’amicizia per salvare il futuro: la trama
La storia ruota infatti proprio attorno all’incontro tra un bambino proveniente dal futuro e una ragazza del presente. Il piccolo protagonista ha una capacità speciale: riesce a viaggiare nel tempo attraverso gli arcobaleni. Un’idea semplice, ma davvero affascinante, che diventa il cuore poetico del film. Il mondo raccontato però è curioso: quello che dovrebbe essere il “presente” sembra già proiettato in avanti. Le persone convivono con robot domestici, in un futuro che appare allo stesso tempo vicino e lontano. Ed è proprio in questo spazio sospeso che nasce il rapporto tra i due protagonisti.
Le emozioni che emergono sono autentiche. Il film riesce a trovare una misura molto rara nell’animazione contemporanea: non alza mai troppo i toni, non cerca il colpo emotivo a tutti i costi. Tutto rimane sempre leggero, candido, quasi fragile.
I protagonisti sono bambini e portano con sé quell’ingenuità che spesso il cinema dimentica. Non sono eroi perfetti, ma piccoli esploratori del mondo e delle emozioni. E forse è proprio qui che ARCO trova la sua forza: nella capacità di raccontare il futuro senza perdere lo sguardo puro dell’infanzia.
Dal punto di vista tecnico il film è molto curato. Le animazioni sono eleganti, i colori luminosi, e la fotografia dell’immagine – se così possiamo chiamarla nell’animazione – costruisce un universo visivo dolce e armonioso.
Insomma, ARCO è uno di quei film che riescono a parlare con semplicità ma a lasciare qualcosa dentro. Non è rivoluzionario, ma è sincero. E a volte basta questo per far funzionare davvero una storia.







