Dopo Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani Zack Snyder torna grazie a Netflix a un progetto di animazione, supervisionandolo e dirigendo incipit e finale. Twilight of the Gods, come dice chiaramente il titolo, è un viaggio nella mitologia norrena, opportunamente rivisitata in chiave moderna, pur senza prendersi troppe licenze. Protagonista la principessa Sigrid, mezza umana e mezza gigantessa, le cui nozze con il re Leif vengono interrotte dall’arrivo di Thor, impegnato nella ricerca di Loki.
A causa di vecchie ruggini l’incontro finirà con il massacro totale della famiglia di Sigrid, alla quale – alleatasi con lo stesso dio degli inganni – non resterà che la vendetta suicida, dopo aver radunato una banda di disperati e reietti. Avremmo voluto amare di più questa miniserie, fedele com’è allo spirito del materiale di partenza, nonostante qualche passaggio svelto (i miti nordici sono particolarmente cupi e drammatici); purtroppo il lavoro di sceneggiatura appare superficiale e necessitante una revisione, dato che gli eventi si susseguono in modo affrettato e artificioso, così come meccaniche sono le evoluzioni dei personaggi, tratteggiati grossolanamente o del tutto incolori, fatta eccezione per il tormentato terzetto di protagonisti (Sigrid, Leif e Thor).
A dire il vero di epica in questa miniserie c’è poco, persino in un character design poco ispirato, a tratti anonimo (la serie videoludica Gods of War è un riferimento importante negli intenti, ma disatteso poi negli esiti); anche le scene d’azione – in teoria cavallo di battaglia dello specialista Snyder – non hanno un particolare mordente o regalano momenti spettacolari. Chiude il quadro un’ossessione un po’ malsana per le nudità gratuite e l’iperviolenza, inserite più per conferire un marchio di maturità all’operazione che altro. Peccato perché gli sviluppi del finale lasciano presagire una seconda stagione interessante, ma il viaggio – temi trattati compresi – non è dei più memorabili.







