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The Substance: recensione

The Substance

 

Quanto coraggiosa dev’essere Demi Moore (61 anni) per accettare la parte della protagonista di The Substance, che fa del culo un elemento centrale del film? Il body horror, premiato per la sceneggiatura a Cannes, spinge tanto sul versante horror quanto sulla rappresentazione senza pietà del corpo, su cui fa un discorso metaforico (scritto in punta di motosega) potente, sfrontato, stratificato ma sopratutto diretto fino alla didascalia.

The Substance

Conduttrice di una trasmissione di aerobica silurata per la sua età, Elisabeth decide di provare la misteriosa “Sostanza” che le permette di creare una versione più giovane di sé, chiamata Sue. Un’unica regola: le due dovranno alternarsi ogni settimana, ma presto il successo della seconda causerà una crisi irreparabile con conseguenze sanguinarie e disgustose.

Impossibile restare indifferenti di fronte a un film con una messinscena tanto massimalista: tutto – regia, fotografia, musiche, montaggio, effetti speciali, interpretazioni – concorre a coinvolgere, assimilare, frastornare, eccitare, raccapricciare uno spettatore inerme davanti a un assalto estetico costante e furibondo, praticamente sempre a fuoco (forse qualche sottolineatura di troppo nel finale, più che altro).

Di scena in scena Fargeat continua a rilanciare il suo gioco al massacro grandguignolesco, immerso un’ambientazione figlia del pop più superficiale e glitterato degli anni ’80-’90, prendendo di mira lo scontro generazionale, le pressioni estetiche sulle donne, l’ossessione per la perfezione e la performatività della nostra società, l’incapacità di accettare il passaggio del tempo, il tritacarne del mondo dello spettacolo.

The Substance

Di sottigliezza neanche l’ombra, ma il ritmo è talmente frenetico che non se ne sente la mancanza, anche quando l’esagerazione si spinge fino a essere demenziale, come in un finale che nel suo parossismo ricorda Society, punto di riferimento come La morte ti fa bella e Cronenberg tutto. Preparatevi al peggio, ma è probabile che non sarete pronti alla follia di questa nuova voce dell’horror femminile.

Autore

  • Alessio Cappuccio

    Alessio Cappuccio si è laureato in Letteratura Moderna presso l'Università degli Studi di Milano con una tesi sulla trilogia dei colori di Krzysztof Kieslowski.

    Nel frattempo ha iniziato a scrivere sul portale di informazione web Blogosfere nella sezione spettacoli, per cui è stato anche inviato durante la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e la Festa del Cinema di Roma.

    Nel corso della sua carriera ha lavorato e collaborato con una serie di realtà editoriali come Leonardo.it, Triboo, Studentville, ScuolaZoo, Milano e Roma Weekend, Londra da vivere spaziando dalla politica al tempo libero, la scuola, le nuove tecnologie, con un occhio di riguardo al cinema, sua vera passione.

    Dopo un Master in Critica Giornalistica presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, e una parentesi da videomaker, si è trasferito in pianta stabile a Roma, dove co-dirige Popcorn&Podcast, il più grande e autorevole podcast di cinema dell'universo.

    In genere non parla di sé in terza persona.

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Data pubblicazione: 10/29/2024
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Coralie FargeatDemi Moorefestival di canneshorror

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