The Other Side Of Summer è un film della Repubblica Ceca diretto da Vojtěch Strakatý e presentato in anteprima al festival di Alice nella città. Le protagoniste, tre ragazze di ignara provenienza, vivono in un limbo esistenziale.
Bětka (Lucie Fingerhutová) e Alma (Nikola Kylarová) sono due quindicenni che trascorrono l’estate in una casa sul lago sotto la tutela distratta della sorella maggiore di Bětka, Marie (Eliška Bašusová), Sono completamente annoiate dal loro soggiorno estivo e sembrano in costante attesa di qualcosa che forse arriverà… o forse no.
Nuotare lungo il fiume che passa vicino alla dimora è l’unico momento di refrigerio, anche se farlo tra le alghe non è proprio il massimo della freschezza. Alma, indecisa sul proprio futuro e presa dal desiderio di vivere un’avventura, scopre una pozza d’acqua dall’altra parte del fiume, guidata dalla sconosciuta e misteriosa traghettatrice Aneta. In mezzo a quest’acqua stagnante c’è qualcosa di evanescente, che brulica.
Alma, incuriosita, entra nella pozza e si addentra sul fondale facendo un’enorme scoperta: quel fondale non è nient’altro che un portale che trasmigra le persone in un altro posto (un’altra dimensione? Un altra località?), forse più bello e meno noioso.
Ed è probabilmente questa la metafora del film: scegliere che fare della propria esistenza, stare nel mezzo. Un po’ come l’età adolescenziale prevede insomma. Sembrerebbe un film fantasy, ma la storia è molto realistica, le stesse inquadrature sono attraversate da primi piani nudi e crudi, la fotografia è graffiante e i colori rimandano ad un paesaggio la cui vegetazione rimane incolta.
Sarebbe stato bello analizzare meglio i vissuti dei personaggi e non avvolgerli volutamente in un alone di mistero che fa sprofondare la storia in una non chiara comprensione del sottotesto.







