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The Long Walk: recensione

the long walk recensione poster

Stati Uniti. È da poco terminata una guerra durata 19 anni. Una forma di governo totalitario è al comando del paese. Libri e musica del passato sono proibiti, così come il libero pensiero. L’economia è in crisi. Quello dipinto in The Long Walk è chiaramente un futuro distopico. Forse.

Per spingere i più poveri a produrre di più e tornare la potenza mondiale di un tempo (inevitabile il riferimento, diretto o indiretto, a MAGA) viene indetta ogni anno una folle e inutile marcia attraverso il Paese. 50 giovani, pseudo volontari provenienti da diversi stati, vengono costretti a parteciparvi. Chi non mantiene il ritmo viene ammonito. Dopo la terza ammonizione ti sparano.

Se devi andare in bagno meglio farsela addosso. “Per una cagata” potresti essere ucciso in diretta nazionale. Letteralmente. Non c’è un traguardo. Non ci sono pause. L’ultimo che rimane in piedi a marciare vince. Forse vi chiederete: “E questo dovrebbe motivare la popolazione a lavorare di più?”. Ottima domanda.

Personalmente, l’unico stimolo che proverei sarebbe quello di abbandonare il paese. Ma diamo credito al buon vecchio Stephen King, che ha cominciato a scrivere questo romanzo nel lontano 1966 per poi vederlo pubblicato nel 1979.

Visto il soggetto quale regista poteva dirigerlo se non Francis Lawrence, già regista della fortunata saga di Hunger Games? Nei panni del cattivo di turno, il Maggiore, troviamo invece Mark Hamill, che da Luke Skywalker passa definitivamente al lato oscuro della forza.

Il film dura 108 minuti e per 108 minuti i ragazzi camminano, parlano, soffrono, si raccontano, si conoscono. La marcia, che dura giorni, diventa l’occasione per scoprire sé stessi, l’amicizia e i valori che contano davvero. Con l’avvicinarsi della morte ogni attimo diventa importante, così come diventa importante chi è con te, chi ti sta accompagnando in quegli ultimi pezzi di strada.

Intenso. Spietato. Cinico. Assurdo. Il buon cast tiene in piedi una pellicola che non presenta particolari virtuosismi tecnici, ma lungo il percorso anche lo spettatore può iniziare a mostrare segni di affaticamento. In caso vogliate cimentarvi nella lunga visione di The Long Walk raccomando di raggiungere il cinema riposati, con una bottiglia d’acqua, e di fare stretching prima di tornare a casa.

Autore

  • alessandro petri
    Alessandro Petri

    Dopo una mal riuscita ma fondamentale formazione teatrale, diventa video editor e copy nel settore televisivo, potendosi così permettere una ricca e inutile collezione di dvd.

    Fedele pellegrino del Lucca Comics e inguaribile appassionato di cinema, si è venduto negli anni anche alle serie tv. Uno dei suoi sogni è guadagnare abbastanza scrivendo di film in modo da potersi permettere tutti (“Cosa intendi per tutti?” “Voglio dire TUTTI!!!” cit.) gli abbonamenti di streaming in circolazione.

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Data pubblicazione: 04/20/2026
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