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Super Happy Forever: recensione

super happy forever recensione poster

Naruto ama il ramen e odia i tre minuti in cui aspetta che il ramen sia pronto. Questa era una delle prime descrizioni del protagonista dell’omonimo manga, ed era forse da quel lontano 1999 che non veniva posta l’attenzione su quei tre minuti di attesa prima che il ramen sia pronto.

Super Happy Forever – La ragazza dal cappello rosso di Kohei Igarashi è un film che racconta lo scorrere del tempo e la ricerca delle tracce che lasciamo inavvertitamente alle nostre spalle: un cellulare, un anello dorato, un cappello rosso.

Sano (Hiroki Sano) torna sull’isola di Izu con il suo amico Miyata (Yoshinori Miyata), nel resort dove ha incontrato sua moglie Nagi cinque anni prima, alla ricerca di un cappello rosso che la ragazza aveva perso.

Super Happy Forever ribalta la famosa storia giapponese del filo rosso del destino che collega i mignoli di coloro che sono destinati a incontrarsi e restare super felici per sempre. Perché il tempo passa e le cose si perdono, che lo si voglia o no. Solo quando si racconta, si legge o si guarda una storia è possibile tornare indietro, forse per questo Igarashi a metà del film decide di tornare indietro di cinque anni, sulle tracce del cappellino rosso, quando Sano e Nagi si sono incontrati e innamorati sul ciglio di una strada, durante tre minuti in cui aspettavano che il loro ramen istantaneo fosse pronto. Ma la felicità può ritornare, inoltre lascia tracce intangibili, anche per questo il regista ha deciso, su sua stessa ammissione, di saltare indietro, al tempo felice, per lasciare un’impressione di leggerezza e speranza.

Nato su suggerimento degli attori Hiroki Sano e Yoshinori Miyata, che nel 2018 hanno proposto a Igarashi di scrivere insieme una storia in cui potessero interpretare loro stessi, il film ha preso forma lentamente, risentendo anche della pandemia, ma dando la possibilità ai tre di scambiarsi le esperienze che facevano nel corso del tempo e inserirle nel film

Igarashi predilige inquadrature molto lunghe, con pochi movimenti di macchina, dando risalto tanto ai movimenti dei personaggi quanto ai luoghi nei quali si muovono, con uno stile di narrazione e regia che per molti versi ricorda quello di Ryusuke Hamaguchi, specialmente ne Il Gioco del Destino e della Fantasia.

Malinconico senza essere sdolcinato, triste ma mai tragico, Super Happy Forever è un film che sicuramente può ispirare spettatori, autori e narratori alla ricerca di un’opera lontana dai ritmi vorticosi del cinema mainstream, in cui oltre a seguire la storia ci si può perdere a notare i dettagli di un paesaggio urbano sconosciuto a noi europei, a contare il numero di volte in cui i giapponesi si salutano o si ringraziano con un inchino (tante), a sentire, semplicemente, il tempo scorrere.

Super Happy Forever – La ragazza dal cappello rosso, è stato presentato come film di apertura alle Giornate degli Autori di Venezia 82, ed è al cinema dal 25 settembre distribuito da Trent Film.

Autore

  • Francesca Zonta

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Data pubblicazione: 09/28/2025
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