“Primavera”, di Damiano Michieletto, è l’opera seconda di un regista che può vantare anni e anni di esperienza in campo musicale, nello specifico nel campo dell’opera lirica. Se il debutto registico è avvenuto con una produzione di Švanda dudák (Svanda il pifferaio) del compositore ceco Jaromír Weinberger, il suo trampolino di lancio è rappresentato dalla partecipazione al Rossini Opera Festival di Pesaro, dove ha portato nel 2004 Il trionfo delle belle di Stefano Pavesi.
Dal punto di vista cinematografico, invece, Michieletto firma la sua opera prima con la trasposizione di un’opera comica di Giacomo Puccini: “Gianni Schicchi”. Ma il suo vero e proprio esordio d’autore si può dire che sia stato firmato proprio con “Primavera”.
Primavera: la trama del film
La trama del film è abbastanza complessa. Partiamo col dire che il titolo rappresenta una “stagione emotiva” attraversata dai protagonisti del film, oltre ad essere una de “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi. Quest’ultimo, interpretato da Michele Riondino, entra nella vita di Cecilia (interpretata dall’ottima Tecla Insolia), un’orfana ventenne che vive fin da piccola nell’Ospedale della Pietà, il più grande orfanotrofio di Venezia dei primi del Settecento.
La vita in orfanotrofio è molto dura per le ragazze che vi risiedono: la maggioranza di loro possiede una dote ed è promessa in sposa a qualche nobile signorotto che ha il dovere di deflorarle e portarle sull’altare. Tutte loro diventano con gli anni delle abili musiciste e Cecilia, nello specifico, verrà nominata Primo Violino da Antonio Vivaldi stesso.
Tra Cecilia e Vivaldi si instaura un rapporto viscerale, un legame che va oltre l’amore carnale. Un legame indissolubile, che solo due anime sole e colme di sofferenza come loro riescono ad instaurare.
Primavera: un grande cast attoriale e tecnico
Il cast è un parterre di artisti di prima categoria, oltre ai due attori principali, possiamo citare Stefano Accorsi, Andrea Pennacchi, Valentina Bellè e Fabrizia Sacchi. Tutti quanti calati nei loro ruoli alla perfezione. Per non parlare dei ruoli cosiddetti minori. Sono tutti diretti magistralmente da un regista che si trova alla sua prima esperienza con un film di finzione.
Ma parliamo del reparto tecnico dell’opera. La fotografia di Daria D’Antonio accarezza lo spettatore con le luci al naturale e i chiaro – scuri che riempiono i volti dei personaggi, caratterizzandone le anime piene di difetti e di voglia di rivalsa. I primi piani e i dettagli delle inquadrature danno all’opera un timbro perfezionista, ma anche un avvicinamento dello spettatore alla vicenda.
Se dovessimo cogliere dei riferimenti cinematografici a cui si sono ispirati Damiano Michieletto e la sceneggiatrice Ludovica Rampoldi, possiamo intravedere Bernardo Bertolucci. “Primavera”, infatti, possiede una narrazione notevole e torbida. Si pensi alla scena in cui si vede un maiale sgozzato o alla scena iniziale in cui dei gattini appena nati vengono messi in un sacco e gettati nella laguna. Per non parlare dell’erotismo velato (e non) del film.
Distribuito da Warner Bros, il film uscirà il giorno di Natale e sicuramente può essere un motivo in più per alzarsi da tavola e dirigersi al cinema per godersi un’opera ricca di contenuti ed estremamente visiva.







