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On Becoming A Guinea Fowl: recensione

On Becoming A Guinea Fowl

 

Si può parlare male dei morti? “On Becoming a Guinea Fowl” vuole essere un manifesto contro l’idea che le persone, una volta decedute, debbano essere santificate. Il film, scritto e diretto da Rungano Nyoni, parte da una premessa assurda: mentre la giovane Shula torna a casa da una festa in maschera, trova il cadavere dello zio abbandonato in mezzo alla strada.

Da qui, il film seguirà il lungo rito funebre della numerosa famiglia zambiana.Oltre a mostrare, quindi, l’intero processo di celebrazione del defunto, il film ne critica aspramente alcune usanze, ruoli e la mentalità che sorregge le sue fondamenta. La regista riesce a innestare nello spettatore una sensazione di profonda rabbia e di alienazione, la stessa provata d’altronde dalla protagonista.

Shula, infatti, è portatrice di uno scontro generazionale che, assieme alle cugine, propone una visione del mondo e della famiglia profondamente diverse dalle sue zie. Il rito funebre porta a galla con evidenza quanto questa struttura familiare sia costruita su una visione patriarcale, in cui le apparenze hanno un ruolo fondamentale. Nota dolente, però, è il tono, che risulta altalenante e poco amalgamato.

Se il primo quarto d’ora ha una vena da black comedy, questa si viene a perdere progressivamente, grazie alle gravi rivelazioni sullo zio morto. Questo permette anche una rilettura molto diversa delle azioni della protagonista nella parte iniziale del film, normalizzando ciò che a primo impatto era sembrato assurdo.

Se da una parte alcune scene risultano un po’ didascaliche, dall’altra Nyoni riesce a costruire una buona impalcatura di sottotesto che arricchisce la sua opera. È questa ad espandere ulteriormente la sua critica, creando una lunga e chiara metafora che abbraccia il film dall’inizio alla fine.

Autore

  • Fabio Perrone

    Fabio Perrone nasce in Germania, cresce a Reggio Emilia e vive a Roma: avrà finito di spostarsi verso sud? A sei anni guarda per la prima volta Avatar: The Last Airbender che segna l’inizio della sua ossessione per le serie tv e l’animazione.   Questa fissa lo porta a laurearsi in Arti e Scienze dello spettacolo alla Sapienza, per poi decidere di inseguire il suo sogno di diventare uno sceneggiatore. Frequenta quindi la Scuola Leo Benvenuti e poi il Corso Executive di Scrittura per l’Animazione Internazionale della Civica Luchino Visconti.   Nel suo tempo libero scrive progetti di serie tv e film firmandosi con il cognome di sua madre, Velardi, che lo portano a partecipare a diversi pitch contest in giro per l’Italia.   I suoi padri spirituali sono Lynch, Anno e Scola ed è convinto che, se un giorno riuscisse a scrivere qualcosa di anche vagamente simile alla penna di Phoebe Waller-Bridge potrebbe morire felice.

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Data pubblicazione: 10/26/2024
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