Occhi di Gatto… ma senza il gatto!
Su Rai2 e RaiPlay è arrivato il live-action francese di Occhi di Gatto, adattamento del celebre anime anni ’80 tratto dal manga di Tsukasa Hōjō. Otto episodi da 50 minuti riportano in scena le tre sorelle ladre, questa volta immerse nelle notti di Parigi.
La produzione è curata, Parigi fa la sua figura e in certi momenti sembra di rivedere il Lupin di Netflix. Gli attori hanno carisma (ma non sempre chimica fra loro…) e il concept di base funziona ancora: la serie intrattiene e diverte, soprattutto quando punta sull’azione e sul mistero.
Ma non tutto convince. La scrittura inciampa in ingenuità, cattivi troppo caricaturali e colpi di scena risolti con soluzioni semplicistiche. Il dramma familiare e i rapporti sentimentali scivolano spesso nel melodramma vintage. E il finale è poco soddisfacente, pur preparando il terreno a una seconda stagione già confermata in Francia.
Assenza ingiustificabile: non ci sono i gatti! Neanche uno. Nemmeno quello avvistato nella serie originale. Qui il nome “Occhi di Gatto” deriva da un’opera d’arte, un po’ come accadeva con La Pantera Rosa.
Sul fronte relazioni, il legame tra ‘Sheila” e “Matthew” resta problematico e oggi suona tossico, nonostante qualche ritocco. “Kelly” (caratterizzazione diversissima rispetto l’ originale. Soprattutto all’ inizio) e “Tati”, invece, vivono relazioni inedite, più moderne e sane. Le tre sorelle restano comunque figure femminili indipendenti, e questo è un punto a favore.
In sintesi: più che un reboot, sembra un “Occhi di Gatto: begins”. Si vede l’amore di chi ha voluto realizzarlo, e a tratti diverte e intriga. Ma resta prigioniero di una patina retrò che lo rende meno contemporaneo di quanto avrebbe potuto essere.







