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My Undesirable Friends – Part I Last Air in Moscow: recensione

my undesirable friends part 1 recensione

“È così che muore la libertà… sotto scroscianti applausi”.

Con queste parole Padme Amidala ne La Vendetta dei Sith sanciva amareggiata il momento in cui la Repubblica dell’universo di Star Wars si trasformava in Impero sotto il comando di Palpatine. Purtroppo in questa galassia non è sempre così semplice stabilire il momento in cui una democrazia va in pezzi.

Con il documentario “My Undesirable Friends – Part I: Last Air in Moscow”, la regista Julia Loktev racconta, tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, gli ultimi mesi di diretta moscovita di Dožd‘, canale di news indipendente russo bollato dal governo come dissidente, e segue le protagoniste, un gruppo di giovani reporter che negli ultimi dieci anni ha visto un collasso dei diritti fondamentali di informazione e libero pensiero. Presentato al festival di Berlino e selezionato nella shortlist degli Oscar come miglior documentario, “My Undesirable Friends” viene distribuito in Italia, in due parti, da Mubi, direttamente su piattaforma.

Un film che mai come in questo momento appare un monito all’America trumpiana, così simile alla Russia di Putin ora che ha avuto inizio il conflitto con l’Iran. Fa venire i brividi vedere da vicino la vita di queste giornaliste che da anni hanno visto i loro diritti sparire lentamente, uno dopo l’altro: per il fatto di non usare termini e toni graditi ai piani alti, come migliaia di altri concittadini, sono state dichiarate “agenti stranieri” e tenute sotto controllo dagli enti governativi mentre rischiano la loro libertà per un corteo, un pezzo d’inchiesta o una parola considerata fuori posto.

Per tanto tempo, in particolare dopo l’invasione e l’annessione della Crimea nel 2014, la Russia machista e meschina di Putin ha silenziato la cultura e il dissenso russo, e viene spontaneo chiedersi che fine abbia fatto l’anima del paese che ha dato i natali a grandi figure politiche, scrittori e poeti. La risposta si trova qui, e basta vedere l’intensità e la passione con cui lavorano e vivono le giornaliste di Dožd’ – Anya, Ira, Olga, Sofya, Lena, Alesya e Ksenia – per capire che stiamo perdendo la possibilità di conoscere un’intera generazione di artisti, giornalisti e lavoratori della cultura, non solo provenienti dai paesi invasi, ma anche dai paesi invasori.

Da quando è iniziata la guerra in Ucraina, la mattina del 24 febbraio 2022, circa un milione di russi hanno abbandonato il loro paese per paura di ripercussioni nei loro confronti dopo aver visto colleghi arrestati, spariti nel nulla o assassinati. Fa riflettere sentire le protagoniste del film dichiarare che sono loro ad amare davvero la Russia, non Putin e i plutocrati che lo supportano, e che “anche i tedeschi nella Germania nazista hanno dovuto sedersi e aspettare che le cose andassero meglio” nel momento di estremo sconforto per il futuro del loro paese. Ma non si trova davanti a delle eroine senza macchia e senza paura, ma a delle persone che non saprebbero vivere senza interessarsi del mondo che le circonda, consapevoli che una vita senza nessuna forma di visione politica è impossibile. Quindi tanto vale decidere da che parte stare.

“My Undesirable Friends” non è l’unico documentario girato nella Russia Putiniana ad aver lasciato il segno negli ultimi mesi: “Mr. Nobody against Putin”, distribuito in Italia da ZaLab film, ha infatti conquistato l’Oscar al miglior documentario quest’anno, segno che gli statunitensi osservano con una certa attenzione la vita di chi resiste sotto dittatura, magari alla ricerca di affinità con il loro governo, o per illudersi che la loro situazione attuale sia molto diversa.

Il film di Julia Loktev è un’esperienza filmica lunga e immersiva, che sicuramente interesserà gli appassionati di documentari politici e d’inchiesta, in cui le protagoniste, con le loro storie e le loro diversità, sono il cuore pulsante della storia. È praticamente impossibile finirlo senza chiedersi che fine faranno: è in post produzione la seconda parte intitolata The Exile. Chissà quanto saranno cambiate le loro vite, e le nostre, quando avremo la possibilità di vederlo.

Autore

  • Francesca Zonta
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Data pubblicazione: 04/04/2026
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