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L’accident de piano: recensione

l'accident de piano poster recensione

Nel suo nuovo film presentato in concorso nella sezione Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma 2025, il regista Quentin Dupieux prosegue la sua esplorazione dell’assurdo con una storia grottesca e disturbante.

Protagonista è Magalie Moreau (Adèle Exarchopoulos), influencer immune al dolore fisico, diventata celebre per video in cui si sottopone a mutilazioni e torture autoindotte. Un passato oscuro legato a un incidente con un pianoforte, una giornalista determinata (Sandrine Kimberlain) e una coppia di fan deliranti la spingono verso il collasso.

Magalie è un personaggio volutamente sgradevole, infantile e narcisista, che ha costruito la propria fortuna sulla spettacolarizzazione del suo corpo martoriato. Exarchopoulos la interpreta con coraggio, accentuandone l’apatia e la crudeltà, anche nei confronti del suo assistente Patrick (Jérôme Commandeur).

L’inizio del film è decisamente lento, ma chi resiste alla prima metà viene ripagato da un’escalation tragicomica sorprendente. Dupieux costruisce un’atmosfera grottesca e comica, riflesso diretto della protagonista e della sua eccentricità disturbante. Eppure, sotto le risate che il film suscita, si insinua una sottile inquietudine: quella di assistere alla spettacolarizzazione del (non)dolore di Magalie.

Ridiamo delle torture che infligge a se stessa, partecipiamo inconsapevolmente al meccanismo che la espone come fenomeno da baraccone, come direbbero i due grandi sociologi Debord e Baudrillard. Ma dietro questa messinscena c’è un vuoto emotivo profondo: Magalie non sente dolore, e per questo non riesce a provare alcuna emozione. Il film ci mostra quanto il dolore sia essenziale per riconoscere la gioia, la tristezza, la vita stessa.

Magalie non è mai felice, solo intrappolata nel suo ego, che maschera una fragilità devastante. “Sono qualcuno solo perché gli altri mi trovano strana e si divertono con la mia stranezza”, sembra dirci. Quando la giornalista le chiede perché continui a fare video nonostante sia miliardaria, Magalie non sa rispondere: perché non è il denaro a muoverla, ma una fame insaziabile di emozioni. Una fame che la spinge sempre più oltre, e che Adèle Exarchopoulos incarna con glaciale intensità, celando il tormento dietro un’apparente superiorità e apatia.

Autore

  • Chiara Torella

    Rinominata l’ Elfo (e spero non per l’altezza…) dalla redazione, se c’è un evento, quasi sicuramente puoi trovarmi sotto cassa o con un microfono in mano ad animare la serata. Una frase per descrivermi? Mai ferma, ma sempre nel chilling (contraddizioni? Forse. Ma è il bello del mio caos). Vivo in costante movimento tra il sociale, la radio e il cinema, sempre alla ricerca di nuove storie da raccontare o critiche da scrivere. Nel tempo che mi rimane, ho infilato una laurea magistrale in Organizzazione e Marketing alla Sapienza, che mi ha formato nel mondo della comunicazione. Nel lontano 2022, un tirocinio con il C.C.O. Mario Mieli mi ha aperto le porte della redazione di P&P, dove ho potuto dare forma ai miei pensieri e idee. Tra contenuti, recensioni, strategie e… infiniti tentativi per registrare un reel, la mia personalità continua a prendere forma. Le cuffie? Sempre al collo. Il caos? Sempre in testa. Seria? Mai.

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Data pubblicazione: 10/22/2025
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