Si vedono le onde calme all’alba. Poi un’immagine diurna in un ristorante con vista mare. “Cosa hai fatto?” chiede Leo sbigottito prima di alzarsi con violenza dal tavolo e andarsene. Mia lo guarda senza riuscire a dire nulla. Le primissime immagini di Io+Te di Valentina De Amicis, dicono già tantissimo degli umori del film, che è il racconto di un amore grezzo e sbilenco, storia di due innamorati che per amare devono prima amarsi.
Mia (Ester Pantano) è un’intraprendente ginecologa di 36 anni con la testa e il cuore così dediti al lavoro da non trovare spazio per l’amore ma solo conoscenze fugaci sotto falso nome e mestiere per evitare un secondo appuntamento. Nel locale preferito di Mia lavora Leo (Matteo Paolillo) che di anni ne ha dieci in meno, fa il barman, è carismatico e affascinante.
Eccoci subito al Meetcute, l’incontro tra i futuri amanti che è il perno della commedia romantica, con Mia e Leo che si studiano, prima guardinghi poi sempre più liberi e pronti ad abbandonarsi. Prima l’innamoramento, poi la passione e ancora l’amore tra Mia e Leo, sempre più maturo, sempre più disarmato; l’età diventa una pura formalità tra i due, che si rispecchiano presto l’uno negli occhi dell’altra.
Ed è un film giostrato sugli interpreti quello di De Amicis, tanto che l’ottima coppia Paolillo-Pantano sembra dare l’impressione, per brevi sprazzi, di potersi caricare sulle spalle l’andamento di Io+Te che invece è un film zoppicante malgrado la sua dolcezza. Si muove lungo la frontiera infelice tra romance e la lingua della tv mentre calca la mano sul gesto e sottolinea gli eventi fino a innamorarsi del suo stesso dramma.
Sotto gli occhi della camera Mia e Leo diventano amanti dai destini già scritti, presto attempati, e ogni loro piccolo scossone o sentimento viene sciupato tra la fiumana di primi piani goderecci e musiche di commento che non accompagnano più le immagini, anzi le gridano. Come se Io+Te soffrisse un debito, quello di volersi far capire a ogni costo, e lo sforzo è così dichiarato e sincero da ottenere meno di quanto vorrebbe.
Forse De Amicis vorrebbe inscenare una storia il più possibile Gen Z oriented (pescando da qualche volto di Mare Fuori come Antonio De Matteo e Pia Lanciotti oltre allo stesso Paolillo), forse l’ambizione è il dramma di un amore sbilenco e discontinuo, ma a pagarne le spese è proprio il film quando cerca di buttare tutto in campo, imboccare lo sguardo e bandire ogni mistero. E così Io+Te, pur portando avanti tesi e azioni, imboccando tragitti e possibilità, finisce per ripetere le sue stesse, romantiche e dolci, premesse, come un frame saturo o un obbiettivo fuori fuoco, tra il dramma teen e l’amore adulto.







