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Il robot selvaggio: recensione

Il robot selvaggio

 

Da adulti smettiamo tutti di piangere, ma con questo film torneremo a farlo. Robot Selvaggio è il film d’animazione dell’anno che piacerà a tutti, grandi e piccini. Ottime le reference, che partono dal Gigante di ferro per concludersi con il nostro “La Gabbianella e il gatto”. Le cose che colpiscono subito sono il design dei personaggi, l’aspetto grafico e l’animazione, molto moderni e in linea con la nuova era della Dreamworks, che ha cambiato nettamente la qualità tecnica, inserendo questo tratto misto tra il digitale e il disegno a mano di stampo pittorico.

Il lavoro fatto sui dettagli rende questo film una piccola opera d’arte, sembra di guardare tanti quadri impressionisti. La trama, tratta dal romanzo illustrato di Peter Brown, ha luogo in un futuro distopico, nel quale il mondo così come lo conosciamo è stato sconvolto da un disastro climatico, e gira attorno al rapporto tra il robot eponimo e l’oca Beccolustro. La storia è sicuramente una delle più vecchie del cinema, riprende i valori dell’amicizia e della famiglia, ma in questo film lo fa in una maniera unica.

Nonostante a tratti possa risultare leggermente lungo e ridondante per lo sviluppo della trama, quando il film finisce ci si ritrova con un vuoto dentro che obbliga a interrogarsi. Sono pochi i film che veramente smuovono qualcosa dentro, e questo ci riesce magnificamente. Insomma “Il robot selvaggio” è un film bellissimo da vedere, con quello stile sospeso tra i classici dello Studio Ghibli e la pittura impressionista; pieno di buone intenzioni, celebra i legami non tradizionali, il valore della comprensione reciproca ma soprattutto tratta il tema del rispetto dell’ambiente.

Andate al cinema e godetevi questo film con la persona più cara che avete.

Autore

  • Simone Albano

    Tutto è iniziato quando da piccolo mi ritrovai solo in casa e decisi di inserire nel videoregistratore il VHS di Jurassic Park. Da lì poi il primo film al cinema Titanic…e dopo la voglia di scrivere storie. Non mi aspettavo di scrivere recensioni. Quello lo so, non sono in grado, le scrivo troppo di pancia, ed è per questo che ho deciso poi di creare una redazione tutta mia. La prima idea di Popcorn & Podcast era quella di scrivere solo recensioni di film pop, ma poi ho capito che la gente fa solo finta di essere Pop, e si lega ai film di autori, fa il radical chic, e per avere una linea editoriale mista mi sono avvalso di grandi collaboratori. Nella vita lavoro nel cinema, mastico cinema e parlo di cinema (sì ho una vita noiosa), ma non riuscirei a vedermi in nessun altro lavoro. Cerco di essere sempre sincero nelle mie opinioni sul cinema, e creo sempre nuovi contenuti che non vadano in Trend, perché a me stare sulla cresta dell’onda mette ansia. Quindi preferisco pochi numeri ma tanta qualità. E se non sei d’accordo con me, sti cazzi.

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Data pubblicazione: 10/09/2024
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