Da adulti smettiamo tutti di piangere, ma con questo film torneremo a farlo. Robot Selvaggio è il film d’animazione dell’anno che piacerà a tutti, grandi e piccini. Ottime le reference, che partono dal Gigante di ferro per concludersi con il nostro “La Gabbianella e il gatto”. Le cose che colpiscono subito sono il design dei personaggi, l’aspetto grafico e l’animazione, molto moderni e in linea con la nuova era della Dreamworks, che ha cambiato nettamente la qualità tecnica, inserendo questo tratto misto tra il digitale e il disegno a mano di stampo pittorico.
Il lavoro fatto sui dettagli rende questo film una piccola opera d’arte, sembra di guardare tanti quadri impressionisti. La trama, tratta dal romanzo illustrato di Peter Brown, ha luogo in un futuro distopico, nel quale il mondo così come lo conosciamo è stato sconvolto da un disastro climatico, e gira attorno al rapporto tra il robot eponimo e l’oca Beccolustro. La storia è sicuramente una delle più vecchie del cinema, riprende i valori dell’amicizia e della famiglia, ma in questo film lo fa in una maniera unica.
Nonostante a tratti possa risultare leggermente lungo e ridondante per lo sviluppo della trama, quando il film finisce ci si ritrova con un vuoto dentro che obbliga a interrogarsi. Sono pochi i film che veramente smuovono qualcosa dentro, e questo ci riesce magnificamente. Insomma “Il robot selvaggio” è un film bellissimo da vedere, con quello stile sospeso tra i classici dello Studio Ghibli e la pittura impressionista; pieno di buone intenzioni, celebra i legami non tradizionali, il valore della comprensione reciproca ma soprattutto tratta il tema del rispetto dell’ambiente.
Andate al cinema e godetevi questo film con la persona più cara che avete.







