“Hanno ucciso l’uomo ragno” è una serie di cui avevamo bisogno? No! Ci è piaciuta? Da morire. La nuova serie targata Groenlandia spopola su Sky e inonda le pagine social. I brani degli 883 hanno avuto un’impennata di ascolti e tutti parlano di quanto fossero belli gli anni 90. L’effetto nostalgia che provoca la serie tv di Sydney Sibilia ha fatto breccia in tutti gli italiani che hanno vissuto l’epoca 883, il Festivalbar e gli ascolti al walkman.
Non ci sono sbavature, tutto funziona alla perfezione e gli interpreti del duo Max/Repetto, Elia Nuzzolo e Matteo Giuggioli, regalano forti emozioni. La serie ripercorre l’estate in cui Pezzali e Repetto si cimentarono nell’impresa folle di creare un album, raccontando la loro provincia. Tanti i personaggi iconici di quegli anni, da Jovanotti a Fiorello, per non parlare del supremo Claudio Cecchetto.
A spiccare più di tutti è Edoardo Ferrario che interpreta Pier Paolo Peroni, primo producer e manager degli 883. La sceneggiatura è l’adattamento di 2 biografie dello stesso Pezzali, in cui viene inserita una linea narrativa romantica che si sviluppa e cresce per tutta la stagione, fino ad arrivare a un ultimo episodio che lascia presagire un seguito dedicato al secondo album di successo degli 883.
Unica nota negativa sono le interpretazioni canore degli attori, troppo distanti dagli originali e troppo Autotune. Potevano lasciare le musiche cantate dagli 883, tanto la serie ne è piena zeppa. Quindi ci troviamo di fronte a un ottimo prodotto audiovisivo, sicuramente giovane, che incuriosirà senza dubbio le nuove generazioni, che quelle canzoni le hanno solo ascoltate per caso in qualche serata karaoke, senza conoscerne il vero significato. Aspettiamo impazienti la seconda parte di questa “Leggendaria” serie tv.










