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Goat – Sogna in grande: recensione

Goat

“Goat – Sogna in grande”, il nuovo film della Sony Pictures Animation diretto da Tyree Dillihay e Adam Rosette, è ispirato al libro per bambini Funky Dunks di Chris Tougas

Will Harris (doppiato in originale di Caleb McLaughlin) è un capretto che viene dalla strada, dalla povertà, ma la madre gli ha insegnato a non smettere mai di sognare. E da quando era piccolo sogna di competere alla “roarball”, per noi “palla ruggente”, la lega professionistica di uno sport vicino al basket, ma molto, molto pericoloso, sia per i campi da gioco che per gli animali che lo giocano, ovvero i più forti del pianeta.

Straordinariamente, grazie allo zampino dei social, viene ammesso alla squadra della sua città, i Thorns, ma essendo uno dei nuovi arrivati sarà dura farsi accettare dal gruppo consolidato. L’antagonista temuto della squadra avversaria è un personaggio piuttosto semplice, poco e male caratterizzato, mentre il personaggio di Jett Fillmore (Gabrielle Union) la felina caposquadra dei Thorns è quello che avrà uno sviluppo maggiormente interessante.

Anche se la trama è purtroppo scontata, il film regala scene divertenti e soprattutto una grafica che forse possiamo definire l’evoluzione dello stile di animazione Spider-Verse di Sony: per quanto l’ambientazione sia molto più stilizzata, l’impatto da fumetto si percepisce ugualmente, ma il linguaggio utilizzato è super dinamico e in grado di incarnare perfettamente le scene ipercinetiche di un film d’animazione che parla appunto di sport.

Goat – Sogna in grande si presenta per questo come un’opera attualissima, immersa in una società rapidissima in cui le immagini scorrono a una velocità tale per cui non esiste più il concetto di attesa. È un elemento che viene ancor più enfatizzato dagli angoli di ripresa virtuale, come le prospettive dello stadio dall’alto, ma anche tramite il cambiamento dei formati per rispecchiare ed esagerare la sensazione di trovarsi davanti a trasmissioni sportive reali.

Tra i vari talent italiani che hanno presto le loro voci al film d’animazione si segnalano quelle di Alessandro Florenzi nei panni del pipistrello Rusty, del giornalista/telecronista Pierluigi Pardo, ovvero il bufalo Chuck, e infine quella dell’attrice Beatrice Arnera, che è lo struzzo Olivia, altra componente dei Thorns.

La grande attenzione alla componente spettacolare – amplificata ma non esagerata – rende tutto molto vero, quasi al livello di interattività di un videogioco, e si può prevedere possa essere la mossa giusta per avvicinare diverse tipologie di target. Il messaggio del film d’altro canto è semplice ma non scontato, ovvero che l’unione fa sempre la forza, soprattutto se si è una squadra.

Beeeeeeeeeeeee

Autore

  • Valentina Di Geronimo

    Quando ami il cinema, ne diventi parte, soprattutto se nasci e vivi a Roma. Ovunque passi trovi transennato o sò i lavori o semo noi che lavoramo. Quindi o cadevo in una buca o ne costruivo una finta per un film. Perché il cinema è sempre stato una costante nella mia vita, come anche scrivere pessime recensioni, ma io scrivo a sentimento, mica come Chat Gpt. Io il cinema lo vivo direttamente, sono un’artigiana, lavoro con diversi ruoli nell’ambito della scenografia e del costume, utilizzando ancora quelle dieci dita che sò le mano, altro che AI. Ma ferm* tutt*, l’amore incontenibile per cosa? Che domande la stop motion e l’animazione, il top del top nel cinema: non esiste ancora nulla di paragonabile per perfezione,.Chi mi conosce bene sa che è il mio mondo, la mia essenza, è dove sono perfettamente a mio agio, la mia comfort zone.

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Data pubblicazione: 02/10/2026
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