• Home
  • Chi siamo
  • Podcast
    • Episodi
      • Stagione 6
      • Stagione 5
      • Stagione 4
      • Stagione 3
      • Stagione 2
      • Stagione 1
    • Morsi
    • Speciali
  • Recensioni
    • Film
    • Serie tv
  • Rubriche
    • Editoriali
    • Behind the Scene

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo: recensione

Giulio Regeni - Tutto il male del mondo recensione

Ci sono due modi per leggere la storia di Giulio Regeni. C’è quella istituzionale, basata sui fatti e sulle incongruenze indiscutibili che riguardano i rapporti politici tra Italia ed Egitto. C’è quella personale, più immediata e forse più crudele, in cui ci tormentiamo – ormai da 10 anni – all’idea che al suo posto potevamo esserci perfino noi.

Il lavoro gigantesco che si cela dietro il documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, di Simone Manetti, Emanuele Cava e Matteo Billi, prova a mescolare queste due dimensioni, esponendo i fatti così come sono accaduti e facendo leva legittimamente sull’emotività di chi guarda e ascolta, lasciandolo inerme a osservare uno spettacolo agghiacciante e spaventoso, in cui nessuno si sente veramente al sicuro.

Giulio Regeni era uno di noi: uno studente modello, nato e cresciuto nella provincia di Udine e trasferitosi a Cambridge, nel 2014, per proseguire i suoi studi sulla situazione politica, sociale ed economica del Medio Oriente. L’anno dopo, Giulio si trasferisce a Il Cairo, in Egitto, per proseguire i suoi studi di ricerca. Nessuno si sarebbe mai aspettato un epilogo come il suo, una storia così assurda che parlarne ha un sapore strano, non solo di ingiustizia ma anche di paura, sconforto, terrore.

Il 25 Gennaio 2016, Giulio Regeni invia un sms alla sua fidanzata e poi sparisce completamente dai radar di tutti i suoi amici e familiari. Le ricerche si fanno via via più assidue: fino al 3 Febbraio, il giorno in cui il suo corpo seminudo e brutalmente mutilato viene ritrovato in un fosso lungo la strada del deserto che da Il Cairo porta ad Alessandria. Da quel momento, la ricerca della verità diventa un vero e proprio labirinto contorto e doloroso, fatto di menzogne, depistaggi, scansi di responsabilità e palleggi grotteschi e fuori luogo tra le istituzioni egiziane e quelle italiane. In mezzo il corpo martoriato e senza vita di Giulio Regeni – ma anche quello vivo e sofferente dei suoi genitori.

C’è una verità in mezzo a tutto questo. Ed è un po’, in fondo, il grande insegnamento del rasoio di Occam: di tutte le opzioni possibili, quella più ovvia è anche quella giusta. 

Giulio Regeni è stato torturato brutalmente, per diversi giorni, probabilmente nella speranza di una confessione. Lo ammazzeranno solo successivamente, altrettanto probabilmente per non farlo parlare mai più. I responsabili, veri o presunti, sono i membri dei servizi di sicurezza egiziani. 

Come ci si può accanire così ferocemente sul corpo di un normalissimo studente universitario? È impossibile figurarselo. E infatti su di lui si è detto di tutto, perfino che fosse un membro dei servizi segreti, una spia, pagata forse dagli inglesi o addirittura dagli italiani. Non era vero niente. 

Come Occam insegna, Giulio Regeni è stato ammazzato perché le torture, in Egitto, avvenivano (e avvengono) con incredibile regolarità, perché il regime paranoide di una dittatura com’è quella egiziana non vorrebbe mai che qualcuno (men che meno straniero) si avvicini così pericolosamente alla loro cultura, alle loro abitudini, ai loro costumi. E i dati di Amnesty International, in fondo, parlano chiaro: nella seconda parte del 2013, in Egitto ci sono stati oltre 1400 morti per mano della violenza spietata dei servizi di sicurezza egiziana, mentre tra il 2013 e il 2015 c’erano state oltre 1700 condanne a morte.

Con una verità cruda ma precisa e aderente a ciò che è realmente accaduto, il documentario di Manetti, Cava e Billi, Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, espone i fatti senza giudizio, rimarcando ancora una volta la totale assenza delle istituzioni, in quella che dovrebbe invece essere una delle più grandi violazioni dei diritti umani della storia dell’umanità. O per citare le parole stesse di, Paola Deffeni, madre di Giulio: “Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso. Ho visto il male. Tutto il male del mondo si è riversato su lui“.

Mentre scrivevo mi sono accorta di parlare di lui al presente e sono tornata indietro a correggere: forse per lapsus, forse per desiderio inconscio, ci sarebbe da chiedersi se sia effettivamente giusto parlare di lui al presente, perché la sua memoria non sia mai dimenticata e perché la rabbia che proviamo si trasformi in carburante per mobilitarci in massa alla ricerca – forse vana – della verità.

Autore

  • Luna Saracino

    Visualizza tutti gli articoli
Data pubblicazione: 01/26/2026
Articolo precedente
MORSI ep. 45: Marty Supreme
Articolo successivo
Return to Silent Hill: recensione

Cerca anche:

cinema italianodocumentario

Ultimi articoli

Harry Lighton- recensione

Pillion – amore senza freni: recensione

1 giorno fa
Il mago del Cremlino: recensione

Il mago del Cremlino: recensione

4 giorni fa
dove guardare i film degli oscar

Oscar 2026: dove guardare i film candidati

6 giorni fa
io+te recensione poster

Io+te: recensione

6 giorni fa
my father's shadow_recensione poster

My Father’s Shadow: recensione

1 settimana fa
agatha christian recensione poster

Agata Christian – Delitto sulle nevi: recensione

2 settimane fa
P&P
YouTube
spotify
Facebook
Instagram
TikTok
Letterboxd

© Popcorn & Podcast by HypeCommunications

  • Home
  • Contatti
  • Chi siamo
  • Privacy Policy