“Hearts starve as well as bodies; give us bread, but give us roses.” – Il cuore si affama tanto quanto il corpo: dateci il pane, ma dateci anche le rose. Bread and Roses (il pane e le rose) è uno slogan politico femminista, adottato per la prima volta a cavallo tra 1911 e 1912, durante un famoso sciopero americano nelle industrie tessili del Massachussets e tratto dall’omonima poesia di James Oppenheimer del 1911.
Bread and Roses, però, è anche il titolo del documentario di Sahra Mani, prodotto da Jennifer Lawrence in collaborazione con Justine Ciarrocchi e distribuito da Apple + a partire dal 22 Novembre. Quando Kabul crolla sotto i piedi del regime talebano nel 2021, le donne perdono i già pochi(ssimi) diritti ottenuti grazie alla liberazione americana. A loro è impedita l’istruzione, l’indipendenza, il diritto all’educazione e al lavoro, la dignità.
Nel documentario di Sahra Mani tre donne raccontano con uno sguardo clinico, sterile e spesso troppo cruento la lotta per la loro libertà ma anche per la loro sopravvivenza, mettendo a rischio la propria vita e in alcuni casi anche quella dei loro familiari. Condividiamo con le protagoniste la stessa rabbia, lo stesso dolore, eppure abbiamo il privilegio di non poter neppure immaginare le loro paure, il rumore assordante delle bombe nel cielo e quello faticoso e prepotente dei piedi che scalciano per distruggere le porte delle loro case.
Straziante, doloroso, bellissimo, Bread and Roses si apre con una frase semplice ma potentissima, pronunciata da una delle nostre protagoniste: “Per cancellare un incubo raccontalo all’acqua. Per annullare le difficoltà condividile, chiedi supporto e aiuto alle tue sorelle, a chi può supportarti nella lotta, a chi solleverà il tuo dolore. Solo così potremo sperare nella salvezza: solo così potremo essere libere“.







