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Bouchra: recensione

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Bouchra è un film d’animazione di genere drammatico, diretto da Orian Barki e Meriem Bennani, con Orian Barki, Meriem Bennani e Ariana Faye Allensworth.

Opera di provenienza marocchina, è stata presentata alla Festa del Cinema di Roma e nello specifico in Alice nella Città 2025. Protagonista del film è una coyote di New York molto rock, che si presenta subito con occhiali da sole scuri, orecchino all’orecchio a punta peloso e giacca in pelle nera.

L’ambientazione del film animato in 3D è cupa, dark, probabilmente come il cuore della protagonista. Probabilmente il suo cuore è nero a causa del rapporto con la madre Aïcha – una coyote ex regista di Casablanca – e per il fatto che, essendo una coyote regista, non sa cosa scrivere per il suo prossimo film.

Ma soffermiamoci sul rapporto con la madre. È questo il fulcro del problema: Bouchra infatti è una coyote queer e Aïcha, sapendolo, non riesce ad accettare appieno l’identità sessuale della figlia. Vediamo Bouchra consumare un rapporto sessuale prima con la sua ex, una mucca molto sensuale che la spinge a ritornare sui suoi passi, e poi con una sexy orsa avvocatessa dal seno prosperoso, che Bouchra adesca durante una serata in un locale.

Insomma, è un’opera che osa parecchio, ma è proprio in questo coraggio e ricerca di innovazione tematica che si può rinvenire il suo motivo di interesse. Bouchra troverà il soggetto del suo film e ritroverà il rapporto con sua madre grazie anche a un suo lavoro di introspezione e di ricerca sul campo.

Autore

  • Silvia Zacchi

    Piacere! Sono Silvia Zacchi e bazzico da anni nel mondo del cinema. Ho fatto un po' di tutto, dall'assistente di regia alla montatrice video, dalla sceneggiatrice alla videomaker. Ho lavorato con registi come Matteo Garrone, Alessandro Grande e Angelo Longoni. Dopo qualche anno di stop, attualmente, faccio danni presso Popcorn&Podcast in qualità di redattrice. Il mio sogno è quello di fare l'autrice ma resto coi piedi per terra.

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Data pubblicazione: 10/22/2025
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