In occasione dell’uscita nelle sale di Silenzio!, cogliamo l’occasione per ricordare un piccolo grande film che vinse abbastanza a sorpresa il 61esimo Festival di Cannes. La classe – Entre les murs è un’opera a metà tra il documentario e la finzione, firmata da Laurent Cantet, cineasta da poco scomparso e purtroppo poco celebrato.
Il film è incentrato sull’omonimo libro semi-autobiografico di François Bégaudeau e incentrato sulla sua esperienza di insegnante e che documentava un anno scolastico attraverso le esperienze quotidiane. Cantet e il suo co-sceneggiatore, Robin Campillo, hanno estratto da quel materiale una linea narrativa, in modo che emergessero gradualmente dei personaggi e una storia, anche se non in modo evidente.
Durante l’anno di preparazione è stato individuato un collegio, il Françoise Dolto a Parigi, e sono stati coinvolti tutti gli adolescenti, i professori e i genitori dei ragazzi, che sostanzialmente recitano nel ruolo di se stessi: il lavoro è iniziato a novembre 2006 ed è durato fino alla fine dell’anno scolastico tramite laboratori aperti, una volta alla settimana.
I ruoli del copione iniziale, che esistevano solo in funzione delle situazioni che potevano generare, si sono così definiti meglio in base alle esperienze degli studenti, che hanno contribuito attivamente alla sceneggiatura. Durante le improvvisazioni i ragazzi venivano spinti il più lontano possibile in una direzione e poi dall’altra, per vedere se potevano sostenere una determinata scena.
Anche i professori sono stati coinvolti fin dall’inizio nell’elaborazione del proprio personaggio, attraverso sessioni di improvvisazione, e hanno riflettuto insieme sulle varie problematiche delle scene, mettendo in discussione le loro stesse pratiche o, a volte, contestando le proposte che venivano fatte loro.
La cosa impressionante è che gli adolescenti non hanno mai avuto in mano il copione, eppure, quando recitavano ritrovavano spontaneamente espressioni e scambi di battute che François aveva già annotato nel suo libro, come fossero dei veri motivi ricorrenti.







